Mens Sana, ecco Andrea Cecchi: "Palazzetto pieno? Ho già i brividi. Voglio riportare la Mens Sana dove merita"

Fisicità e versatilità al servizio di coach Vecchi: la squadra biancoverde si assicura uno dei prospetti più interessanti del panorama toscano

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La Note di Siena Mens Sana Basketball annuncia l’arrivo di Andrea Cecchi, esterno classe 2005, nato a Montecatini, 197 centimetri per 90 chilogrammi.

Dopo un percorso di settore giovanile da grande protagonista a College Borgomanero e aver maturato le prime esperienze in Serie B Nazionale, Andrea arriva con la voglia di compiere un ulteriore passo nel proprio percorso e dimostrare tutto il suo potenziale. Le qualità non gli mancano: è un esterno moderno, capace di ricoprire più ruoli grazie alla sua versatilità e al notevole atletismo. Andrea unisce buone doti tecniche a una spiccata capacità di giocare sia con il pallone tra le mani sia lontano dalla palla, interpretando il gioco con istinto e intensità. Oltre alle qualità cestistiche, porta con sé una grande passione per la pallacanestro, infatti è un ragazzo che ama stare in palestra: l’impegno e l’allenamento quotidiano rappresentano aspetti centrali del suo modo di vivere il basket. La convinzione è che questa possa essere la stagione del definitivo salto di qualità: con il lavoro e la continuità, Andrea ha tutte le caratteristiche per mostrare il suo reale valore, diventando un elemento prezioso per la squadra e proseguendo il proprio percorso di maturazione.
Il direttore generale Riccardo Caliani:
«Andrea Cecchi è un ragazzo con qualità fisiche e tecniche eccellenti e che nonostante i soli 21 anni, gioca stabilmente in Serie B già da quattro stagioni e sempre in crescendo. La sensazione è che il meglio debba ancora venire e che i suoi margini di crescita siano esponenziali. Parlando con lui è emerso chiaro il desiderio di fare un ulteriore salto di qualità e noi faremo di tutto per metterlo nelle migliori condizioni per esprimere al massimo il suo potenziale.»

Intervista ad Andrea Cecchi

Quali sono le tue prime sensazioni da giocatore della Mens Sana?
«Sono sensazioni sicuramente molto positive. Sono davvero contento di aver avuto questa opportunità da parte di coach Vecchi e del direttore Caliani, di poter giocare in una società così storica e prestigiosa come la Mens Sana. Spero, un giorno, di poter dire di aver contribuito a riportarla dove merita di stare.
Sono molto entusiasta di iniziare questa stagione, di conoscere i nuovi compagni e di lavorare con un allenatore che mi ha dato fiducia. Non vedo l’ora di cominciare.»

Per chi ancora non ti conosce, che giocatore sei?
«Sono un giocatore che mette tantissimo entusiasmo in quello che fa. Mi accendo molto, sia in base al momento della partita sia per quello che fanno i miei compagni. Vivo molto la squadra: esulto per una giocata di un compagno tanto quanto per una mia.
Mi considero anche un giocatore atletico e, essendo del 2005, ancora abbastanza giovane, con tanta voglia di crescere. Cerco sempre il bene della squadra prima di quello individuale.»

Conosci già qualcuno del roster?
«Conosco Vittorio Zedda. Abbiamo fatto un periodo insieme in Nazionale e ci siamo trovati molto bene. È un bravo ragazzo, molto simpatico. Gli altri li conosco principalmente da avversari: ci ho giocato contro, ma non ho mai condiviso lo spogliatoio con loro.»

Fuori dal campo che persona sei?
«Sono una persona a cui piace stare in compagnia. Ogni tanto ho bisogno dei miei spazi, come credo sia normale, ma mi piace molto fare gruppo. Sono uno che organizza volentieri una cena di squadra o qualsiasi momento che possa unire il gruppo, perché penso che lo stare bene insieme fuori dal campo si rifletta poi anche sul rendimento in partita.»

Che idea ti sei fatto del tifo della Mens Sana?
«Per quello che ho sentito dire, perché purtroppo non l’ho ancora vissuto personalmente, è qualcosa di speciale. E dico purtroppo perché quest’anno finalmente avrò la possibilità di viverlo. Proprio stamattina stavo immaginando di giocare in un palazzetto così pieno e così caldo e, lo dico sinceramente, mi sono venuti i brividi. Vengo da realtà dove non ho mai giocato davanti a un pubblico del genere. Mi aspetto che i tifosi ci sostengano, sia nei momenti belli sia in quelli difficili. Da parte nostra dovremo dare il cento per cento, anzi anche di più, per ripagare il loro sostegno.»

Sei ancora giovane e tanti ti considerano un giocatore di grande talento. Può essere una stagione chiave per la tua carriera?
«Me lo auguro. Oltre ai risultati della squadra, che rimangono la mia priorità, spero che possa essere una stagione importante anche per il mio percorso personale. Giocare in una piazza come la Mens Sana aiuta, ma allo stesso tempo porta con sé delle responsabilità. Per un giovane la pressione si sente, soprattutto quando si indossa una maglia così prestigiosa.
Io però desidero trasformare questa pressione in entusiasmo. Mi auguro di disputare una stagione che possa rappresentare l’inizio di una bella carriera, per la soddisfazione mia, degli allenatori e di tutta la società.»

Da toscano quest’anno vivrai tanti derby. Che sensazioni ti danno queste partite?
«I derby hanno sempre un sapore particolare. Fanno parte del campionato, ma secondo me sono partite a sé.
Essendo toscano probabilmente li sentirò ancora di più, però alla fine l’obiettivo deve essere sempre lo stesso: scendere in campo con la mentalità giusta, giocare di squadra e cercare di vincere. Poi, una volta portato a casa il risultato, ci si gode anche la soddisfazione di aver conquistato un derby.»



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