Ha aperto le sue porte il nuovo Archeodromo di Poggibonsi. Il villaggio carolingio del IX-X secolo, riportato alla luce dagli archeologi dell’Università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale, è stato interamente ricostruito in scala reale ed è il più grande museo archeologico all’aperto dedicato all’alto medioevo.
Tantissime le persone che hanno voluto essere presenti al taglio del nastro di oggi, 22 ottobre, con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la sindaca Susanna Cenni, Marco Valenti, professore ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena e direttore del Parco di Poggio Imperiale.

Presenti al taglio le Autorità civili, militari e religiose, la presidente della Provincia Agnese Carletti, Roberto Di Pietra Rettore dell’Università di Siena, Carolina Taddei per Fondazione Musei Senesi, Simone Gheri direttore di Anci Toscana. Presente Lucia Steri per il Ministero della Cultura ufficio Art Bonus, il deputato Matteo Orfini, componente della commissione cultura della Camera, il senatore Silvio Franceschelli, il consigliere regionale Simone Bezzini. Presenti esponenti di fondazione ed enti di tutta la provincia.Presente la giunta comunale, consiglieri comunali, sindaci e amministratori della Valdelsa senese e fiorentina e dei comuni limitrofi, ex amministratori poggibonsesi che hanno seguito l’evoluzione del progetto.
La sindaca Susanna Cenni: “Un progetto innovativo e unico nel suo genere su cui abbiamo scelto di investire con convinzione per il grande valore che porta con se. Nella didattica, nella cultura, nel turismo. Il completamento dei lavori segna un traguardo bello per la nostra comunità e anche l’inizio di una nuova fase di crescita. Un ponte fra passato e futuro. Dentro alla mura di Poggio Imperiale ci sono le radici della nostra città. Un patrimonio identitario che l’Archeodromo traduce in linguaggi nuovi capaci di fare della nostra storia una leva di sviluppo, fulcro del percorso di valorizzazione che stiamo portando avanti sulla nostra Fortezza medicea. Ringrazio il professor Valenti e tutta la sua squadra, che sono l’anima di questo luogo, le tante competenze coinvolte, gli uffici e gli amministratori che mi hanno preceduto e che hanno sostenuto questo progetto. Grazie a chi ci ha sostenuto in questa apertura e a tutti e tutte coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato che è un orgoglio per la nostra città e per tutto il territorio”.

Il professor Marco Valenti: “La mia storia con Poggibonsi è cominciata nel 1993 e vedere oggi l’Archeodromo arrivare a questo traguardo mi emoziona profondamente. Penso a chi ha creduto in un’idea che sembrava difficile da realizzare e a tutte le persone che l’hanno fatta crescere. L’Archeodromo è un museo in cui la ricerca prende una forma che si può vedere, percorrere e comprendere. A renderlo vivo sono gli archeologi che ogni giorno condividono con i visitatori conoscenze, gesti e domande. Ora dobbiamo dare un futuro a questo lavoro, con risorse adeguate, continuità e prospettive per chi lo rende possibile. È questa la responsabilità che accompagna la soddisfazione di oggi”.
L’Archeodromo è un museo archeologico all’aperto con abitazioni, strutture agricole e spazi artigianali che hanno preso forma dai risultati degli scavi, dal confronto con le fonti e dalla sperimentazione delle tecniche edilizie altomedievali. Qui sono gli stessi archeologi in abito storico che interpretano gli abitanti del villaggio e coinvolgono il pubblico nella vita di una comunità rurale “al tempo di Carlo Magno”. Nato dalla collaborazione tra Comune di Poggibonsi, Università degli Studi di Siena, professionisti e associazioni, l’Archeodromo è cresciuto gradualmente grazie a investimenti pubblici, sinergie e collaborazioni (prima inaugurazione nell’ottobre 2014.

Il museo, parte di Fondazione Musei Senesi, unisce archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia attraverso attività che permettono di vivere in prima persona le consuetudini e i mestieri del passato. Il rigoroso approccio scientifico e il modello innovativo di ricostruzione ne hanno fatto da subito un polo di attrazione turistica e formativa, capace di conquistare l’interesse accademico, oltre a quello di un folto pubblico di appassionati, turisti, scuole. Sono stati oltre 25.000 i visitatori annuali con circa 46.000 studenti e studentesse da tutta Italia che hanno frequentato il museo in questi dieci anni. Con l’ultimo lotto di lavori, sostenuto interamente dall’Amministrazione comunale con un investimento di 375.000 euro, è stato completamente ricostruito.
“Un villaggio mille storie” . Al taglio del nastro fanno seguito gli eventi di living history realizzati da archeologi specializzati nel reenactment con alcune fra le migliori compagnie italiane. Presenti ad accogliere i visitatori tutti gli abitanti del villaggio (gli archeologi), il gruppo di reenactors La Fara (gruppo di ricostruzione e archeologia sperimentale) e i Winileod, gruppo di sperimentatori e ricostruttori di musica altomedievale. Le attività inaugurali proseguiranno domani, domenica 25 ottobre.
“Un villaggio mille storie” è realizzato con il patrocinio e il sostegno di Regione Toscana, con il patrocinio di Provincia di Siena e Fondazione MPS, con il sostegno e la collaborazione di Sienambiente, Unicoop Firenze, Fisar Siena Valdelsa.
