Poggibonsi, una stagione difficile che si chiude con la retrocessione in Eccellenza

Il tecnico Consonni: "Grande dispiacere. Ringrazio squadra, società e tifosi"

Di Veronica Costa | 11 Maggio 2026 alle 11:30

Poggibonsi, una stagione difficile che si chiude con la retrocessione in Eccellenza

Una dura sconfitta che porta il Poggibonsi in Eccellenza: così si chiude la gara dei playout contro l’Orvietana, che invece conquista la permanenza in serie D. La sfida di Orvieto finisce ai tempi supplementari con il gol di Sforza che segna il destino dei Leoni: una stagione difficile, che si conclude nei peggiore dei modi, la retrocessione e tanta sofferenza.

“Parto facendo i complimenti all’Orvietana per la salvezza e per il risultato raggiunto, afferma in sala stampa il tecnico del Poggibonsi Luigi Consonni. Inoltre, voglio ringraziare tutta la società del Poggibonsi, a partire dalla dirigenza, e questi splendidi tifosi che oggi ci hanno accompagnato e trascinato per tutti i 120 minuti. Il dispiacere è grande, perché quando fai una prestazione del genere è dura da mandare giù. Poi una finale, una partita secca, porta inevitabilmente tensione, e questo si è visto un po’, ma credo sia normale. Dal punto di vista tecnico non è stata nemmeno una partita giocata male da entrambe le squadre.  Penso che oggi, senza nulla togliere all’Orvietana, avremmo meritato qualcosa in più”.

“La squadra ha fatto qualcosa di importante, soprattutto da quando sono arrivato io. Dalla vittoria con il San Donato fino all’ultima partita con lo Scandicci ci sono state otto gare in cui abbiamo fatto anche buone prestazioni, ma ci è mancata anche una sola vittoria. Penso alle partite di Camaiore e Montevarchi: non dico che ci avrebbero permesso di giocare il playout in casa, ma sicuramente ci avrebbero dato una spinta in più per la gara successiva. Da quando sono arrivato abbiamo sempre avuto l’obbligo di vincere, perché servivano punti. E allora tutto diventa più duro, più difficile. Devo davvero ringraziare questi ragazzi, che sono stati encomiabili indipendentemente dal risultato finale. Perché alla fine, purtroppo, in Italia la valutazione si basa soprattutto sui risultati e magari non sul lavoro svolto, sulla crescita di ogni singolo giocatore e sul lavoro fatto dallo staff. Spero che tutto questo venga riconosciuto”.



Articoli correlati