Il gruppo consiliare aveva presentato un’interrogazione urgente al Consiglio comunale non accettata però come tale
Troppi i disagi a causa dell’accorpamento di tutti gli iscritti ai corsi di nuoto in una sola piscina, quella dell’Acquacalda, a causa dei lavori a quella di piazza Amendola e per il problema degli spazi non concessi ad una società sportiva del Nuoto. Il gruppo consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi avevano presentato un’interrogazione urgente in Consiglio comunale, non accettata però come tale:
“A seguito dei lavori in corso presso la Piscina di Piazza Amendola – si legge – si sono creati gravi problemi sull’utilizzo da parte di altre società sportive delle piscine comunali, per la concentrazione di tutto il carico natatorio su un’unica Piscina, tanto che in data 5 ottobre 2017 l’ADS Libertas Nuoto Siena, società storica Senese iscritta al Registro CONI, ha inviato all’UISP Siena e p.c. al Sindaco del Comune di Siena ed a tutti i Gruppi consiliari una lettera, con relativi documenti allegati, in cui informa del caso e chiede al Sindaco del Comune di Siena, quale Ente proprietario dell’impianto, di notificare la Società Libertas sull’argomento, per gli aspetti di relativa competenza. Appreso – ancora l’interrogazione – il grave disagio per 480 iscritti ai corsi, non ci sembra possibile siano state sospese le attività natatorie e 22 contratti ai giovani istruttori, e ci sembra incomprensibile siano stati sospesi anche i corsi di acquafitness per donne in gravidenza.
Chiediamo al Sindaco se ritiene che il Comune, Ente proprietario delle Piscine, non debba intervenire per attenuare questo grave disagio e lavorare per l’armonizzazione delle esigenze di tutte le società sportive interessate alle “Attività natatorie cittadine” e nel caso specifico anche della Libertas Nuoto, trovando un accordo sostenibile per entrambe le parti; se ritiene corretto che strutture cittadine di proprietà comunale dedite ad attività sportive e ricreative vengano gestite in modo monopolistico per 20 anni; e se ritiene normale che in un momento come questo, di grave crisi occupazionale giovanile, si possa accettare in modo passivo l’azzeramento di 22 contratti di collaborazione sportiva con giovani istruttori di Nuoto per l’impossibilità a programmare i corsi natatori”