Processo Di Bene, la soprintendente si difende in deposizione fiume

La Di Bene ha respinto con forza le accuse mosse dall'architetto Mazzini, che aveva parlato di pressioni e minacce per redarre una pratica

E’ ripreso oggi al Tribunale di Siena per il processo a carico della ex soprintendente alle belle arti e paesaggio delle province di Siena, Arezzo e Grosseto Anna di Bene, accusata di abuso d’ufficio e concussione per una pratica del 2016 relativa al frazionamento di una villa di Ansedonia (Orbetello=, dove si sarebbe verificato per l’accusa un conflitto di interesse essendo il marito della Di Bene, l’architetto Alberto Floridi – anche lui a giudizio – il progettista incaricato dai privati. A difendere gli imputati sono gli avvocati Enrico e Lorenzo De Martino e Beniamino Schiavone.

La Di Bene è stata esaminata da difesa e accusa nel corso di una deposizione fiume dove nel ricostruire il suo operato ha respinto con forza le contestazioni della sua accusatrice, l’architetto Vanessa Mazzini, responsabile dei procedimenti per la costa grossetana, che in aula aveva raccontato di mesi di continue minacce di demansionamento e violenze psicologiche affinchè la pratica della villa di Ansedonia venisse redatta al più presto con l’ok Soprintendenza nonostante il parere negativo del Comune di Orbetello e la mancanza della legittimità paesaggistica. L’ex soprintendente ha assicurato di non aver mai posto in essere vessazioni, pressioni e demansionamenti. Oltre alla Di Bene, il cui contro-esame terminerà nella prossima udienza ad aprile, è stato sentito anche Alberto Floridi, che accusato di aver agito in concorso con la moglie, ha assicurato sulla correttezza delle sue condotte.

C.C

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