Circolo Arci Risorgimento Due Ponti, il presidente Monciatti: "Da qui non ci si muove, daremo noia"

Raccolta firme in difesa della sede e incontro pubblico il 15 ottobre

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“Io vi chiederò aiuto quando mi arriva l’acqua ai buchi del naso. Questa è una battuta, ma è una cosa importante. Sicché noi si tirerà avanti e dal circolo, per ora, non ci si muove”.

Con queste parole Giovanni Monciatti ha concluso l’incontro con il Comune di Siena sul futuro del Circolo Arci “Il Risorgimento ai Due Ponti”, di cui è presidente. Il direttivo non vuole lasciare la storica sede di via Aretina e contesta sia la richiesta dell’Agenzia del Demanio di liberare i locali entro il 27 febbraio 2027, sia la proposta dell’amministrazione comunale di spostarsi a San Miniato. Tra le ipotesi per l’utilizzo dell’immobile c’è il trasferimento dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

Il circolo ha promosso un incontro pubblico per il 15 ottobre e una raccolta firme in difesa della propria sede. In gioco, sostiene il direttivo, c’è il legame con il quartiere e il futuro di uno spazio di aggregazione che ne accompagna la vita da oltre un secolo. Per Monciatti, difendere la sede significa anche preservare quanto costruito dalle generazioni che hanno dato vita all’associazione. Il presidente ricorda i 34 operai che “dal nulla crearono questo ambiente, facendolo diventare una società di mutuo soccorso”, e rivendica l’impegno portato avanti negli anni per mantenere il circolo e la sua funzione sociale.

Il presidente sottolinea anche i sacrifici economici sostenuti dall’associazione per far fronte all’affitto. “Sono 15 mila euro all’anno. Noi, pur facendo tanti sacrifici, questi soldi li abbiamo trovati. Abbiamo sempre pagato”. Per questo la richiesta di lasciare l’immobile è arrivata a interrompere una situazione che il direttivo riteneva stabile: “Eravamo tranquilli, si pagava, non c’era niente. Poi è venuta fuori questa situazione”.

La proposta di una sede a San Miniato, per Monciatti, non risponde alle esigenze del circolo. “Il Comune ci ha proposto un ambiente che è dieci chilometri lontano da qui e dove c’è tutto da rifare”, sostiene riferendosi al confronto con l’amministrazione. “Quindi è una cosa impossibile. Significa far morire questa società”.

A incoraggiarlo è invece il sostegno ricevuto dai cittadini, sul quale il circolo conta per portare avanti la mobilitazione. “Quello che mi fa più piacere, e di cui sono contento, è che la popolazione ci viene dietro. Perché il sociale è una cosa che fa parte della nostra vita”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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