Richiesta danni a Mps, il sindaco: “Perchè il Pd tace? Padoan risponda pubblicamente”

Il sindaco tuona: "Ci sono motivazioni tecnico-legali che impediscono l'azione risarcitoria o c'è la volontà politica di difendere le scelte del passato?"

Nel corso del collegamento giornaliero con i media, il sindaco Luigi De Mossi è tornato sulla querelle Comune-Fondazione legata alla richiesta danni da 3,8 miliardi da promuovere nei confronti della banca per gli aumenti di capitale 2008-2011: “C’è un parere legale che dice che l’azione risarcitoria è inammissibile o dietro c’è una scelta politica? – è la domanda che si pone De Mossi – E’ una difesa delle scelte del passato? L’ex ministro Padoan (eletto alle politiche 2018 nel collegio senese col Pd, ndr), che ancora non si è espresso, sembra non voglia metterci le mani per questo motivo. Perchè il Pd è silente su questa vicenda? Voglio risposte tecniche. Padoan è stato eletto a difesa della banca”. “Non l’ho chiamato – sottolinea il sindaco – ma almeno risponda pubblicamente. Quali sono i motivi tecnici che impediscono di agire?”.

De Mossi sottolinea nuovamente la necessità di fare presto: “Abbiamo risorse limitate, ci troviamo ad affrontare per la prima volta una grave crisi senza il paracadute di Mps. Questo è il momento, il tempo è decisivo”. La Fondazione ha spiegato che aspetterà le motivazioni della sentenza di primo grado del processo penale milanese di Mps. De Mossi non ci sta: “Non ci sarebbe bisogno, perchè come si sa potrebbero essere ribaltate in appello o annullate in cassazione”.

 

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