I Consigli di frazione di Staggia, Bellavista e San Giorgio-Ellerone sono al bivio. A un anno e mezzo dal voto sul Regolamento di Partecipazione dell’ottobre 2024, le criticità allora denunciate da Rifondazione Comunista e ViviPoggibonsi sono emerse, confermando come l’attuale impianto sia più una vetrina per l’Amministrazione che un reale strumento democratico. E’ quanto sostiene Rifondazione Comunista di Poggibonsi in una nota, sottolineando che non è più tempo di delibere-spot: serve una revisione profonda e strutturale per ridare centralità e potere decisionale ai cittadini. Di seguito la nota integrale.
“Nell’ottobre 2024 è stato votato il Regolamento di Partecipazione, che prevedeva l’istituzione in via sperimentale dei Consigli di frazione di Staggia e Bellavista, a cui poi si è aggiunto San Giorgio-Ellerone. In queste strutture molti cittadini hanno lavorato con impegno e dedizione in questo anno e mezzo, ma le criticità di fondo del Regolamento sono comunque progressivamente emerse.
Rifondazione Comunista e ViviPoggibonsi votarono contro al Regolamento in Consiglio comunale, perché la formula partecipativa proposta non garantiva un reale processo democratico: i comitati erano nominati con raccolta firme e non eletti; i loro poteri erano di natura esclusivamente consultiva e non veniva loro affidata nessuna capacità decisionale reale.
Una vetrina per l’Amministrazione, pensavamo al tempo.
E il tempo si è incaricato di darci ragione.
I recenti sviluppi che hanno visto al centro il consiglio di Bellavista impongono la necessità di una revisione strutturale del Regolamento di Partecipazione in senso democratico. Ribadiamo, con ciò, le nostre proposte:
1) direttivi dei consigli eletti dai cittadini, e non nominati con le raccolte di firme;
2) possibilità per i consigli di esprimere pareri sui principali atti di indirizzo del Comune (bilancio, Piano Strutturale, opere pubbliche), con obbligo di risposta formale da parte dell’Ente in caso di rilevata inammissibilità tecnica;
3) costituire, insieme al Regolamento di Partecipazione, un regolamento comunale sul bilancio partecipativo che segua i seguenti criteri: definizione di una porzione di risorse comunali da affidare alla partecipazione; i consigli avanzano proposte di intervento sui propri territori di pertinenza in base alle risorse disponibili; il Comune attua gli interventi proposti se coerenti con il budget stabilito, e motiva pubblicamente un eventuale rifiuto per inammissibilità tecnica. Questo, ovviamente, insieme all’apertura al confronto continuo degli uffici tecnici e dell’Amministrazione con i direttivi dei consigli. In Italia vi sono importanti esperienze che vanno in questa direzione: è il caso del Comune di Brescia e del Comune di Grottammare (AP), solo per citare i più conosciuti.
Rifiutiamo le delibere-spot per dare lustro ai partiti di governo.
Chiediamo democrazia e centralità delle persone. Crediamo nella partecipazione vera e nell’amministrazione diffusa del territorio.
Continueremo, in Consiglio e fra le persone, a dare battaglia perché partecipazione significhi democrazia, e non la mera occasione per postare i propri presunti successi da parte dell’Amministrazione”.