Risoluzione di un vecchio contratto, Comune di Siena condannato in Appello a pagare 675mila euro

Dopo aver perso in primo grado, il Comune di Siena è stato condannato dalla Corte di Appello al pagamento di 675mila euro per la risoluzione di un contratto, risalente al 1996

Il Comune di Siena è stato condannato dalla Corte di Appello al pagamento di 675mila euro per la risoluzione di un contratto, risalente al 1996, ritenuta indebita, legato a una serie di lavori che dovevano essere saldati. Ne ha dato notizia il sindaco Luigi De Mossi, durante le comunicazioni in apertura del Consiglio comunale di oggi. La vicenda si lega a un contenzioso che ha visto perdere in primo grado già l’Amministrazione comunale, condannata nel 2019 anche dalla Corte di Appello.

“Prudentemente – ha spiegato De Mossi – avevamo accantonato la somme, ma certamente dal punto di vista del bilancio valuteremo cosa fare rispetto a questa sentenza, si andrà verso il riconoscimento del debito fuori bilancio”.

Durante il Consiglio comunale si è discusso di un altro debito fuori bilancio, sempre legato a un contenzioso legale. “L’assemblea consiliare – è la nota del Comune – nella seduta di oggi, ha provveduto al riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da una sentenza esecutiva e approvato la necessaria variazione del Bilancio di previsione 2020/2022 per garantirne la copertura”. L’assessore al Bilancio Luciano Fazzi ha spiegato come “in seguito alla sentenza n. 854/2019 del Tribunale di Siena, a esito di un contenzioso relativo a un’area in località Acquacalda presa in affitto, dal 1990 al 1997, dall’Amministrazione per utilizzarla come discarica di rifiuti inerti, con l’impegno, alla scadenza del contratto, di procedere alla riconsegna dei terreni, dopo aver eseguito un intervento di bonifica per restituirli all’originaria destinazione agricola. Poichè dal 1997 l’area non è stata più utilizzata dal Comune, nel 2010 i proprietari dei terreni citavano l’Ente per condannarlo, a titolo di responsabilità contrattuale, al pagamento delle somme necessarie per il ripristino ambientale della zona, nonché al risarcimento dei danni subiti per l’occupazione “sine titulo”. La pronuncia del Tribunale ha riconosciuto all’Amministrazione l’inadempimento dell’obbligo a ripristinare il sito, condannandola al pagamento di circa 114mila euro, in aggiunta alle spese di giudizio. Da qui la necessità di riconoscere il debito fuori bilancio finanziandolo, applicando all’esercizio 2020 una quota dell’avanzo di amministrazione (parte accantonata) a carico del fondo per i rischi da contenzioso che questa amministrazione ha provveduto prudenzialmente ad accantonare.  Ecco un nuovo debito di cui l’amministrazione si deve fare carico che deriva dagli anni passati”.