Robur, è fumata nerissima: si va in tribunale

Robur Siena, si va alle vie legali fra Durio e Ponte

Non resta che il tribunale. Dopo un’altra giornata di trattative estenuanti, di contatti telefonici fra le parti, di tentativi di evitare il ricorso alla giustizia, Anna Durio getta la spugna: si rivolgerà al tribunale di Milano, attraverso la procedura d’urgenza, per ottenere l’operatività della società. La documentazione è pronta, anche se tale procedura non sarà la panacea di tutti i mali, perchè di fatto la nomina di un commissario, in ogni caso, non garantirà una situazione idilliaca dal punto di vista amministrativo ed organizzativo e comunque ci sarà da districarsi fra carte bollate e quant’altro. Ma arrivati a questo punto sembra l’unica soluzione possibile. Ambienti vicino allo staff dell’imprenditrice ligure parlano di una Durio esasperata e provata da una querelle di cui non si intravede la fine, tanto che alcuni voci non escludevano un suo addio all’idea di fare calcio a Siena. Se non altro il ricorso al tribunale esclude questa situazione. Antonio Ponte non ha mollato la presa: è evidente il tentativo di ottenere un maggiore profitto dalla trattativa, al di là dei due milioni già versati a febbraio, dell’arbitrato e di tutto quello che c’è stato fin qui. Nel frattempo tifosi sempre più esasperati ed inferociti: la testimonianza arriva anche da un velenoso botta e risposta fra Pietro Mele, consigliere di amministrazione della Robur e Lorenzo Mulinacci, presidente del Siena Club Fedelissimi. Quest’ultimo ha chiesto, sul sito dei tifosi, a Mele di “raccontare delle notule emesse dal suo studio per circa 500mila euro” e che sarebbero, anche secondo quanto riportato dal “Corriere di Siena” una delle problematiche per il via libera al passaggio delle quote.

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