"Scienza della Vita. Vite di Scienza" evento organizzato dalla Fondazione Toscana Life Sciences

In occasione della “Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza”, istituita nel 2015 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, un evento dedicato al valore delle "quote rosa" nella scienza

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Si chiama “Scienza della Vita. Vite di Scienza” l’evento organizzato dalla Fondazione Toscana Life Sciences in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza.

Lo scopo dell’incontro che si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi Saracini è stato quello di promuovere la piena ed equa partecipazione di donne e ragazze nella scienza, in materia di istruzione, formazione, occupazione e processi decisionali. Protagoniste dell’iniziativa numerose voci femminili, in rappresentanza dei principali enti del territorio senese che operano in ambito scientifico e di ricerca, per raccontare le proprie esperienze professionali e umane di fronte a studenti e futuri adulti di domani.

“Mi piacerebbe sottolineare l’importanza di coltivare i giovani talenti in questo territorio – afferma Cinzia Butini, Vicepresidente Pharma Integration Srl -. Per noi, che siamo un’azienda che fa innovazione davvero spinta e coniuga la robotica con il mondo farmaceutico e delle scienze della vita, è importante attingere ai giovani talenti e formarli in modo sempre più serio e più performante”.

“Il progresso scientifico è estremamente inclusivo, non ha genere e chi ha talento, chi ha determinazione, nessuno di queste persone deve rimanere indietro a causa di discriminazioni o a causa di ostacoli – racconta Vittoria Cicaloni, bioinformatica e ricercatrice Fondazione Toscana Life Sciences -. E questo vale per tutto, non solo per il genere uomo-donna, ma per tutti i tipi di discriminazione. Quindi la scienza è inclusiva, la scienza è democratica, la scienza abbatte i limiti e l’unico vero criterio di selezione deve essere il talento e il merito”.

“Nella nostra Fondazione TLS la percentuale femminile è molto grande – dice Antonella De Rosa, responsabile benessere animale Fondazione Toscana Life Sciences -, basta pensare che le donne sono il 60% degli impiegati, di cui la maggior parte sono proprio coinvolte nell’ambito della ricerca. Abbiamo tante ragazze che seguono il percorso di dottorato, quindi per noi è molto importante la formazione ed è molto importante sviluppare una ricerca che sia di alta qualità e soprattutto di responsabilità nel rispetto dell’etica”.



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