Profondo sconcerto da parte del direttivo del Circolo Arci Risorgimento Due Ponti dopo l’incontro di ieri con il vicesindaco del Comune di Siena, Capitani, convocato per affrontare la vicenda dello sfratto intimato dal Demanio per liberare i locali destinati al trasferimento dell’Ufficio Immigrazione della Questura.
Secondo quanto riferito dal direttivo, il confronto non avrebbe prodotto una soluzione in grado di tutelare la permanenza del circolo nel quartiere. Al contrario, l’amministrazione avrebbe prospettato come alternativa l’individuazione di una nuova sede nel quartiere di San Miniato.
Una proposta ritenuta irricevibile dal circolo, che considera la propria sede non semplicemente come uno spazio fisico, ma come un luogo profondamente legato alla storia dei Due Ponti e alle relazioni costruite negli anni con la comunità.
“Non sono semplicemente dei muri”
Nel corso dell’incontro, il presidente del Circolo Arci Risorgimento avrebbe illustrato al vicesindaco il ruolo svolto dalla struttura nel territorio, sottolineandone la funzione di aggregazione, socialità e partecipazione.
Per il direttivo, dunque, l’eventuale trasferimento a San Miniato non rappresenterebbe una soluzione equivalente. Lo spostamento in un altro quartiere rischierebbe infatti di interrompere il rapporto consolidato con i residenti e con il tessuto sociale dei Due Ponti.
La contestazione riguarda quindi il principio stesso con cui, secondo il circolo, sarebbe stata affrontata la questione: la ricerca di una sede alternativa non può prescindere dal valore sociale e territoriale che quella sede rappresenta.
Il confronto con il Comune
Il direttivo riferisce inoltre di aver registrato, da parte del vicesindaco Capitani, una posizione sostanzialmente favorevole alle esigenze rappresentate dal Demanio.
Una posizione che il circolo considera particolarmente critica, ritenendo che l’amministrazione comunale dovrebbe farsi carico anche delle conseguenze sociali legate alla perdita di uno spazio di aggregazione storico per il quartiere.
“Il circolo – sottolinea il direttivo – rappresenta da anni un punto di riferimento per il territorio”. Da qui la richiesta di considerare, nella ricerca di una soluzione, non soltanto gli aspetti amministrativi e logistici, ma anche la storia del circolo, le attività svolte e il legame con la comunità locale.
Il circolo: “Continueremo a difendere la nostra sede”
Al termine dell’incontro, il direttivo ha quindi espresso il proprio forte dissenso rispetto all’impostazione emersa dal confronto e ha ribadito la volontà di proseguire la propria iniziativa per difendere la sede dei Due Ponti.
La vicenda resta dunque aperta. Da una parte le esigenze del Demanio e il progetto di destinare gli spazi all’Ufficio Immigrazione della Questura, dall’altra la richiesta del Circolo Arci Risorgimento di individuare una soluzione che consenta di preservare la propria presenza nel quartiere.
Il direttivo annuncia che continuerà a battersi per la tutela della sede e per il riconoscimento del ruolo che il circolo, secondo quanto sostenuto dai suoi rappresentanti, svolge da anni nella vita sociale dei Due Ponti.