Sicurezza sul lavoro a Siena: dati in chiaroscuro, Gambadoro: “Gli infortuni non calano come dovrebbero"

Il direttore dell'Ispettorato territoriale del Lavoro di Siena si interroga: “Stiamo facendo abbastanza? Serve andare al cuore del problema”

Di Lorenzo Agnelli | 6 Maggio 2026 alle 16:30

Sicurezza sul lavoro a Siena: dati in chiaroscuro, Gambadoro: “Gli infortuni non calano come dovrebbero"

“Stiamo facendo abbastanza per ridurre a zero gli incidenti sul lavoro?”. È da questa domanda, tanto semplice quanto cruciale, che il direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Siena, Giuseppe Gabriele Gambadoro, traccia un’analisi lucida e senza sconti sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro del territorio.

Un quadro “in chiaroscuro”, ancora in fase di elaborazione nei dettagli, ma già indicativo di alcune tendenze. “Siamo ancora in fase di analisi per comprendere il trend degli ultimi sette-otto anni – spiega –. Ci sono settori, come l’agricoltura, dove nonostante una forte presenza di manodopera straniera il numero degli infortuni sembrerebbe in diminuzione. Ma è un dato che va letto in controluce: dobbiamo capire se dipende da un reale miglioramento delle condizioni di lavoro o da una percezione non corretta dell’infortunio, che può portare a mancate denunce”.

Ed è proprio il tema della lettura dei dati a emergere come centrale. “I dati vanno sempre interpretati – sottolinea Gambadoro –. Non possono restituire una misurazione a 360 gradi, anche perché le mancate denunce non vengono tracciate. Possiamo dire che il dato è costante, ma se lo mettiamo in relazione ai progressi fatti – più formazione, dispositivi di protezione migliori – allora ci dobbiamo chiedere perché non diminuisca in modo sensibile”.

Un paradosso che apre a una riflessione più profonda sull’efficacia delle politiche messe in campo. “Vuol dire che stiamo facendo tutto quello che è necessario sulla carta, ma non riusciamo a misurarlo nella realtà quotidiana. Se gli infortuni non calano, queste iniziative, pur giuste, hanno un limite. E dobbiamo capire quale sia. Ci sono settori in cui diminuiscono le aziende e calano anche gli infortuni, ma altri in cui le aziende diminuiscono mentre gli infortuni restano costanti o addirittura aumentano. In questi casi – evidenzia – è chiaro che esista un problema di sicurezza”.

La chiave, secondo Gambadoro, sta in un’assunzione collettiva di responsabilità. “Serve anche autocritica: dobbiamo chiederci se stiamo dando alla sicurezza sul lavoro il peso che merita. Le aziende, le istituzioni, sono fatte di persone. Se non abbiamo a cuore la sicurezza, non abbiamo a cuore nemmeno noi stessi”.

Infine, uno sguardo al futuro e al ruolo delle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale può dare risposte, ma è una risposta di completamento. La vera differenza la fa la qualità delle domande che poniamo. È da lì che nasce un risultato efficace”.

Un invito, dunque, a non fermarsi ai numeri ma a interrogarsi sulle cause profonde di un fenomeno che, ancora oggi, resta una delle principali criticità del mondo del lavoro.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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