Sicurezza sul lavoro, crescono gli infortuni. Cantiere Pro: “Manca una vera sinergia tra tutte le parti interessate”

Il 2025 evidenzia nuovamente una crescita degli infortuni sui luoghi di lavoro

Di Redazione | 1 Maggio 2026 alle 21:00

Sicurezza sul lavoro, crescono gli infortuni. Cantiere Pro: “Manca una vera sinergia tra tutte le parti interessate”

“Manca una vera sinergia tra tutte le parti interessate”. È questo l’allarme lanciato da Cantiere Pro, organizzatore del forum Safety Meets Culture, che anche quest’anno tornerà a Siena dal 14 al 16 maggio. Il lancio dell’evento arriva, come di consueto, a margine dei dati diffusi dall’Inail, che delineano un 2025 tutt’altro che positivo sul fronte degli infortuni e delle vittime sul lavoro. A rendere ancora più grave il quadro è il fatto che i dati Inail non restituiscono l’intera dimensione del fenomeno, escludendo i lavoratori iscritti ad altre casse di previdenza e il lavoro nero, ancora troppo diffuso nel Paese. A questo si aggiunge un deficit comunicativo di corretta percezione dei dati infortunistici, dove spesso di tende a escludere il dato delle vittime sul lavoro in itinere. Tutti questi temi, insieme alle novità dell’edizione 2025, saranno al centro del dibattito del forum Safety Meets Culture.

I numeri. Nel 2025 gli infortuni sul lavoro tornano a crescere, mentre il dato più drammatico, quello delle morti, resta sostanzialmente stabile. È quanto emerge dal nuovo report Inail, che fotografa un quadro ancora complesso e lontano da un reale miglioramento strutturale. Le denunce complessive di infortunio arrivano a quasi 600mila casi (597.710), in aumento dell’1,4% rispetto al 2024. A pesare è soprattutto l’incremento nei settori dell’industria e dei servizi (+1,2%) e nella gestione per conto dello Stato (+2,7%), mentre l’agricoltura registra un lieve calo (-1,4%). Ancora più delicato il tema degli infortuni mortali: nel 2025 si contano 1.093 vittime, con un incremento dello 0,3% rispetto all’anno precedente. La maggior parte degli incidenti avviene sul luogo di lavoro, ma resta significativa anche la componente legata agli spostamenti. A livello territoriale, in Toscana si registra un calo dei casi mortali (-20%), mentre le denunce complessive crescono dell’1,4%, in linea con il dato nazionale. Il quadro che emerge è chiaro: nonostante variazioni contenute, il problema della sicurezza sul lavoro resta aperto e richiede interventi concreti e continui.

“Non solo non sono diminuiti gli infortuni – commenta Bruno Giordano, magistrato di Cassazione – ma è aumentata anche la loro gravità. Questo significa che i provvedimenti adottati negli ultimi anni non hanno prodotto i risultati sperati o, in alcuni casi, si sono rivelati inefficaci. È il caso, ad esempio, della patente a crediti, che doveva rappresentare una svolta per il settore edile e che invece si è dimostrata inadeguata e sostanzialmente inutile. L’edilizia resta uno dei comparti più esposti al rischio di infortuni e malattie professionali, insieme all’agricoltura e al manifatturiero. Ma il problema, alla radice, è più profondo e riguarda la mancata organizzazione della sicurezza, che non può essere ridotta a un semplice adempimento burocratico. Deve essere invece parte integrante del lavoro, un elemento strutturale fondato sul rispetto della vita, della dignità e dell’integrità psicofisica dei lavoratori. La maggior parte degli infortuni si verifica nelle piccole e medie imprese, realtà che spesso non dispongono delle risorse necessarie per investire adeguatamente in sicurezza. È per questo che consulenti, associazioni di categoria e agenzie formative devono essere messe nelle condizioni di affiancarle e sostenerle. Devono rappresentare la prima linea della prevenzione, non diventare, loro malgrado, il confine oltre il quale si continuano a contare le vittime sul lavoro”.

“Il tema della sicurezza ha vari livelli di responsabilità che non possono essere ricondotti solo al mero rapporto datore di lavoro/lavoratore – commenta Alessio Cencioni, CEO di CantierePro e ideatore del Forum – ma riguardano un’intera filiera che parte dai banchi di scuola, transita dalla corretta divulgazione dei dati infortunistici ed arriva ai presidi di sicurezza da indossare durante il lavoro. L’equivoco generato dalla divulgazione dei dati INAIL che ha innescato la percezione di una diminuzione dei dati infortunistici nella cittadinanza, con numeri suddivisi tra infortunio mortale in itinere e sul lavoro, così come l’assenza in pianta stabile della materia sicurezza, con docenti qualificati, all’interno del ciclo di studi nelle scuole, dimostrano che molto è ancora da fare al di là degli obblighi formativi o degli adempimenti burocratici previsti dalle Leggi”.

Il Forum. Al centro di “Safety Meets Culture” c’è un’idea chiara: mettere in primo piano esperienze e testimonianze sul tema sicurezza cercando di innescare riflessioni nel pubblico che possano originare anche il seppur minimo atto di miglioramento rispetto alla percezione di questo tema. Un percorso che affronta temi come la prevenzione nei cantieri, la gestione dei grandi eventi, l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, fino agli aspetti etici e normativi. Tra gli ospiti, ancora una volta, anche Bruno Giordano, magistrato di Cassazione, da anni punto di riferimento nel dibattito sulla responsabilità e sulla tutela dei lavoratori e autorevoli rappresentanti del mondo ispettivo locale. L’evento riunisce istituzioni, professionisti e imprese con l’obiettivo di superare un approccio formale alla sicurezza e promuovere competenze reali, fondate sull’esperienza e sulla partecipazione attiva.



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