“Nel Consiglio comunale del 2002 venne votata all’unanimità una mozione in cui veniva chiesto di chiamare il Policlinico di Siena ‘Santa Maria alle Scotte’. Un riconoscimento trasversalmente riconosciuto che non ebbe – e non ha – un mero valore lessicale. Quanto, piuttosto, la valorizzazione e il riconoscimento delle origini della sanità senese. La cui preservazione deve essere un fattore non negoziabile per il mantenimento dell’identità del territorio” così Lorenza Bondi e Marco Falorni, consiglieri della maggioranza di centro destra del Sindaco Nicoletta Fabio in merito alla scomparsa dell’indicazione ‘Santa Maria alle Scotte’ dall’ingresso del Policlinico.
Apprendiamo con stupore (per la verità neanche più di tanto) che la laicista (cosa differente da laica) Regione Toscana con legge regionale n. 40 del 2005 decise di chiamare l’Ospedale senese semplicemente ‘Azienda ospedaliero-universitaria senese’, pertanto non tenendo minimamente in considerazione l’esito unanime della mozione del Comune di Siena con cui veniva chiesto di aggiungervi anche ‘Santa Maria alle Scotte’.
Oggi, pertanto l’AOU facendo riferimento a quella legge ribadisce la volontà di non agganciare al freddo nome di ‘Azienda’ anche un ancoraggio al nostro patrimonio culturale.
Su questo abbiamo presentato una interrogazione che forse al mondo laicista potrà sembrare di poca importanza. Ma per chi, come noi, riconosce come valore profondo l’essere la sanità senese, così come il Palio e la città stessa posti da undici secoli sotto il patrocinio di Maria Santissima questo vuol dire avere rispetto per la nostra storia, perché chi non rispetta e non riconosce il valore della storia, non può dare garanzia di visione del futuro. La difesa dei valori è alla base di una società sana”.