Garante Infanzia, Sottanelli (Azione): "Le poltrone tengono unito il campo largo in Toscana"

Intervento di Giulio Sottanelli, deputato e commissario regionale di Azione in Toscana sulla nomina di Stefano Scaramelli come Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Di Redazione | 14 Maggio 2026 alle 13:30

Garante Infanzia, Sottanelli (Azione): "Le poltrone tengono unito il campo largo in Toscana"

“Quello che è successo nel Consiglio regionale ci testimonia, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, cosa tiene unito il campo largo in Toscana: le poltrone. Imbarazzi, silenzi e una maggioranza visibilmente a disagio durante la nomina del nuovo Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Questo, in una gestione dell’ente corretta, richiederebbe un confronto pubblico serio, trasparente e basato sulle competenze, con il coinvolgimento delle realtà che ogni giorno si occupano della tutela dei minori. Invece abbiamo assistito a una votazione segreta, senza neanche un dibattito in Aula. È un metodo che non condividiamo”.

Lo dichiarano Giulio Sottanelli, deputato e commissario regionale di Azione in Toscana, e Francesca Mercanti, membro del direttivo nazionale di Azione.

“L’eletto è un ex consigliere regionale, esponente di Italia Viva e che nella sua vita, oltre alla politica, è stato impiegato di banca, nulla a che vedere con la tutela delle famiglie e dei bambini – proseguono – Quando ruoli così importanti vengono percepiti come strumenti per tenere insieme equilibri di maggioranza o risolvere dinamiche interne ai partiti, si indebolisce la credibilità delle istituzioni. Le autorità di garanzia devono essere scelte in modo limpido, individuando profili capaci di unire la politica, dialogare con tutti e aventi competenze chiare e riconosciute rispetto al ruolo che sono chiamati a svolgere”.

“Questa vicenda certifica anche le profonde divisioni interne alla maggioranza regionale. Persino dal Movimento 5 Stelle sono arrivate parole dure, sottolineando come il nome sia stato scelto soltanto da una parte della coalizione. Insomma, l’asse Giani-Renzi continua a imporre le proprie scelte politiche: da una parte un Partito Democratico sempre più ostaggio di questi equilibri, dall’altra gli altri partiti della maggioranza relegati ai margini e chiamati soltanto a garantire il numero legale” concludono.



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