Non si ferma l’azione di prevenzione e contrasto dell’Arma contro i vili reati commessi ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione. Muovendosi in perfetta sinergia con le direttive strategiche tracciate dalla Prefettura di Siena a tutela degli anziani, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Siena hanno sventato un grave tentativo di truffa nel cuore della città, deferendo in stato di libertà un cittadino italiano di 42 anni (classe 1984), già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di tentata truffa aggravata.
LA TRAPPOLA DEL FALSO MARESCIALLO
L’episodio si è consumato nelle ore pomeridiane presso l’abitazione di un anziano residente in via Pispini. Il malintenzionato si è presentato alla porta della vittima spacciandosi per un “Maresciallo dei Carabinieri”. Un copione purtroppo noto e subdolo, messo in atto con l’unico obiettivo di disorientare il malcapitato, carpirne la fiducia e farsi consegnare con l’inganno l’oro e i preziosi custoditi in casa.
LA PRONTEZZA DELL’ANZIANO E L’ALLARME AL 112
Questa volta, però, il piano criminale si è infranto contro la straordinaria lucidità e prontezza di spirito della vittima. L’anziano non si è lasciato intimorire dall’autorevolezza simulata dal truffatore e, subodorando immediatamente l’inganno, ha avuto la lucidità di non consegnare nulla e di comporre subito il Numero Unico di Emergenza 112. Una mossa decisiva, che ha attivato in tempo reale la macchina dei soccorsi.
L’INTERVENTO FULMINEO DELL’ARMA
La risposta della Sezione Operativa dei Carabinieri di Siena è stata immediata. I militari – quelli veri – sono precipitati sul posto in pochissimi minuti, riuscendo a interrompere l’azione criminosa prima che il 42enne potesse dileguarsi con il bottino. L’uomo è stato prontamente bloccato, identificato e denunciato, mentre l’anziano ha potuto tirare un sospiro di sollievo ringraziando gli operatori per lo scampato pericolo.
I CONSIGLI DELL’ARMA: COME RICONOSCERE I TRUFFATORI
L’operazione appena conclusa dimostra quanto siano fondamentali le campagne di sensibilizzazione promosse dall’Arma e fortemente volute dalla Prefettura. Per aiutare la cittadinanza a difendersi, il Comando Provinciale coglie l’occasione per ricordare i “segnali tipici” che smascherano un finto appartenente alle Forze dell’Ordine:
- Nessuna richiesta di denaro o gioielli: I veri Carabinieri non chiedono mai la consegna di contanti, oro o preziosi, né per pagare finte “cauzioni”, né per saldare multe o “mettere al sicuro” i beni.
- Il trucco del “parente nei guai”: Bisogna diffidare da chi racconta che un figlio o un nipote ha causato un grave incidente stradale ed è in stato di fermo, chiedendo soldi urgenti per evitargli il carcere.
- Fretta e pressione psicologica: I truffatori mettono ansia alla vittima, parlano velocemente e creano un finto senso di urgenza per impedire all’anziano di ragionare lucidamente o di telefonare ai propri cari.
- Tesserini o uniformi anomale: Spesso i malintenzionati mostrano un tesserino falso in modo molto rapido, senza dare il tempo di leggerlo, o si presentano con uniformi approssimative.
- Falsi controlli sulle banconote: Non bisogna mai consegnare i propri risparmi a chi si presenta alla porta sostenendo di dover verificare i numeri di serie delle banconote per capire se siano false.
Il consiglio principale diffuso dalle autorità resta uno: non aprire mai la porta agli sconosciuti. Al primissimo dubbio o richiesta anomala, è fondamentale seguire l’esemplare comportamento dell’anziano di via Pispini e comporre immediatamente il 112.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non può essere considerato colpevole fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.