Enzo Lucio Nicolais, rappresentante di Cravos Siena, fotografa la pressione del caro-affitti sulla comunità studentesca senese e italiana: un aumento fino al 15% rispetto al periodo pre-pandemico, in un contesto nazionale spesso ancora più critico.
Un caro-affitti che morde gli studenti (e non solo). Per Nicolais il nodo è diventato strutturale: i canoni crescono dal 2020 e intaccano sempre più il budget mensile.
“L’affitto sta crescendo dal 2020 e oggi pesa sempre di più sui soldi che servono agli studenti per vivere. E lo stesso vale per i lavoratori: l’affitto diventa una fetta sempre più grande dello stipendio.”
‘Turistificazione’ e città-vetrina. Tra le cause, la trasformazione dei centri storici in vetrine turistiche, con la conversione delle abitazioni in B&B e hotel.
“La maggior parte delle case in centro è stata trasformata in strutture ricettive: aumenta il flusso turistico e salgono i prezzi. A Siena si cerca crescita tramite il turismo e non ci si concentra su studenti e lavoratori.”
DSU, idonei non beneficiari e residenze chiuse. Il diritto allo studio, sottolinea Nicolais, non viene sfruttato appieno: residenze chiuse per lavori, servizi insufficienti e la piaga degli ‘idonei non beneficiari’ per mancanza di fondi.
“Il DSU dovrebbe garantire a tutti i meritevoli privi di mezzi di continuare gli studi. Ma vediamo residenze pubbliche chiuse, carenze nei servizi e idonei che restano senza borsa per mancanza di risorse. Il problema più grande resta l’housing universitario.”
Il nodo PNRR: 1,2 miliardi e il rischio speculazione. Sul fronte nazionale, Nicolais richiama i fondi del PNRR destinati all’housing studentesco attraverso bandi aperti anche ai privati: una misura che, a suo giudizio, ha alimentato distorsioni.
“Con il PNRR sono stati stanziati 1,2 miliardi per nuove case per studenti. Potrebbe sembrare la soluzione, ma per come è strutturato il bando rischia di diventare speculazione: ci sono casi, come a Catanzaro, di singole a 700 euro e oltre. Al contrario, un’azienda pubblica del diritto allo studio in Abruzzo fissa canoni a 165 euro al mese. Così i privati mettono camere a prezzi di mercato che, in realtà, sono molto più alti e colpiscono gli studenti.”
Siena: +15% e servizi in affanno. Nella città toscana, al rincaro non corrisponde un miglioramento dell’offerta. Segnalazioni quotidiane parlano di manutenzioni carenti, mentre pesano anche gli aumenti energetici.
“Riceviamo segnalazioni continue: infiltrazioni, problemi strutturali. I costi sono saliti anche per l’energia, ma secondo noi c’è stata pure una riduzione dei fondi al DSU Toscana per le residenze pubbliche. Servono più risorse, da Regione e Governo.”
Il caso “24 Maggio” a San Prospero. Emblematica, per Nicolais, la situazione della residenza di via 24 Maggio.
“È diventata un ecomostro, occupata e fonte di disagi, con segnalazioni anche dai residenti. Una situazione che certo non aiuta il mercato degli alloggi per studenti.”
La richiesta finale è netta: rimettere al centro il diritto allo studio e l’alloggio a canone accessibile, rafforzando il pubblico e fermando le derive speculative.
“Bisogna finanziare davvero il DSU e riportare l’offerta di alloggi su binari sociali: studenti e lavoratori, non solo il turismo, devono tornare al centro delle scelte sulla città.”