Siena, la Human Library del Piccolomini: Francesco Ricci racconta Elsa Morante agli studenti

Un’esperienza di dialogo e confronto che ha trasformato il libro in una voce viva, capace di entrare direttamente in relazione con gli studenti, secondo quella che è la mission dellaHuman Library

Di Redazione | 29 Maggio 2026 alle 8:30

Siena, la Human Library del Piccolomini: Francesco Ricci racconta Elsa Morante agli studenti

Nell’ambito del progetto Pez Orientamento anno scolastico 2025-2026, la classe 3ª A del Liceo Classico “Enea Silvio Piccolomini” di Siena ha partecipato a un incontro della Human Library con il professor Francesco Ricci, autore del libro “Elsa. Le prigioni delle donne”. Un’esperienza di dialogo e confronto che ha trasformato il libro in una voce viva, capace di entrare direttamente in relazione con gli studenti.

La Human Library, infatti, nasce proprio con l’obiettivo di creare incontri autentici tra persone e storie: in questo caso il “libro umano” è stato il professor Ricci, che ha guidato i ragazzi dentro la figura di Elsa Morante, una delle più importanti scrittrici del Novecento italiano.

Docente del Liceo Piccolomini e critico letterario, Francesco Ricci rappresenta da anni un importante punto di riferimento fondamentale per i liceali e per la cultura della nostra città. Grazie alla sua competenza e alla capacità di coinvolgere gli studenti attraverso il dialogo, Ricci riesce a rendere la letteratura non soltanto materia di studio, ma esperienza viva e occasione di riflessione personale. Durante l’incontro Ricci ha spiegato come il suo volume non sia una semplice biografia, ma un percorso nella mentalità, nelle inquietudini e nelle contraddizioni di una donna del Novecento.

“Per capire Elsa Morante bisogna entrare nella sua interiorità”, ha sottolineato l’autore, evidenziando come spesso le donne siano state escluse dalle antologie e dalla narrazione letteraria tradizionale. Per questo, secondo Ricci, è fondamentale restituire spazio a figure come Anna Maria Ortese, Cristina Campo e molte altre scrittrici marginalizzate nel corso del secolo scorso. Gli studenti hanno partecipato attivamente al dialogo, ponendo domande sul rapporto tra scrittura e psicologia femminile. Ricci ha raccontato di essere cresciuto in un ambiente familiare composto prevalentemente da donne, esperienza che lo ha portato a conoscere più profondamente l’universo femminile.

Citando il filosofo Umberto Galimberti, ha spiegato come spesso uomini e donne affrontino in modo diverso le difficoltà della vita: gli uomini tendono a concentrarsi soprattutto sulla soluzione immediata di un problema, chiedendosi “come risolverlo”, mentre le donne sono più inclini a interrogarsi sulle cause profonde e sulle emozioni che lo hanno generato. Un’osservazione che Ricci ha collegato alla capacità di introspezione presente nella scrittura femminile e, in particolare, nell’opera di Elsa Morante. Il cuore dell’incontro è stato dedicato alle “prigioni” di Elsa Morante: il senso di colpa, la sofferenza interiore, la maternità mancata e il bisogno di leggerezza.

Ricci ha raccontato come l’autrice emergesse in quest’arte attraverso una forma assoluta di dedizione, quasi una missione totalizzante. “La riscrittura è più importante della stesura originale”, ha spiegato agli studenti, sottolineando quanto tempo e sacrificio richiedesse la costruzione di un romanzo perfetto.Si è parlato anche del rapporto della scrittrice con il femminismo e con la libertà personale.

Pur non identificandosi pienamente nelle battaglie femministe del suo tempo, Elsa Morante rappresentò comunque una figura di grande autonomia e indipendenza. “Da ogni forma di potere viene condizionata la nostra vita”, sosteneva la scrittrice, che Ricci ha descritto come una donna libera, anarchica pacifista e profondamente attenta agli “umiliati e offesi” della storia.Particolarmente significativo il confronto con gli studenti sul valore dell’arte e della letteratura. Per Morante, ha spiegato Ricci, l’opera d’arte era un risarcimento rispetto alle fragilità della vita: una ricerca di perfezione capace di trasformare dolore e inquietudine in bellezza.

L’incontro della Human Library si è concluso con un ultimo messaggio rivolto ai giovani: valorizzare la creatività, favorire i ragazzi e imparare a guardare in profondità nell’animo umano. A conclusione dell’esperienza, gli studenti hanno realizzato alcuni podcast dedicati all’incontro, rielaborando attraverso la voce e il confronto personale i temi emersi durante il dialogo con il professor Ricci.

Un’esperienza intensa e partecipata, che ha permesso ai ragazzi del Piccolomini di avvicinarsi non solo alla figura di Elsa Morante, ma anche al significato più autentico della letteratura come strumento di conoscenza e dialogo”.

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