Nonostante la chiusura parziale della Pinacoteca Nazionale di Siena e l’avvio dei lavori legati al PNRR, il 2025 si è rivelato un anno positivo per i Musei Nazionali di Siena. A raccontarlo, nella seconda parte di Sette Giorni, è stato il direttore Axel Hémery, che ha tracciato un bilancio fatto di numeri in crescita, nuove strategie e una visione chiara per il futuro.
I visitatori complessivi sono passati da 36.000 a oltre 41.000, un incremento significativo che conferma, secondo Hémery, “una presenza riconosciuta sul territorio e – ribadisce – la vocazione plurale dei Musei Nazionali di Siena”. Se la Pinacoteca resta il fiore all’occhiello, l’offerta culturale è sempre più diffusa: “Non abbiamo puntato su un solo tipo di pubblico –spiega – ma su giovani, scuole, famiglie, cittadini e turisti. Il museo è espressione della città e deve essere aperto a tutti”.
Verso una Pinacoteca rinnovata
Il direttore ha parlato apertamente di una fase di transizione, ma anche di un momento di crescita: “Questo è un periodo fragile, ma non è stato solo un tempo di attesa. È stato anche un momento di conquiste”. Dal 26 gennaio scatterà la chiusura totale della Pinacoteca per consentire la prosecuzione dei lavori, che dureranno fino a fine giugno. Nel frattempo, l’attività si sposterà sulle altre sedi: Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla, la chiesa del Santuccio, Santa Maria delle Nevi, l’eremo di San Leonardo e Villa Brandi.
E sul futuro, Hémery anticipa un cambiamento profondo: “Vi dovete aspettare un museo inclusivo, accogliente, che accompagna il visitatore nella scoperta dell’arte senese. Un museo ricco, ma anche gradevole, dove non ci si stanca e ci si sente guidati”.
Il ruolo degli Amici della Pinacoteca
“L’Associazione Amici della Pinacoteca sono una presenza essenziale. Il loro ruolo è quello di accompagnarci – spiega Axel Hémery– non solo proponendo iniziative, ma condividendo con noi progetti ambiziosi”. Tra questi, Hémery ha ricordato la Pala dell’Osservanza, la predella arrivata dal Louvre, e il restauro in corso della scultura di Neroccio di Bartolomeo: “Per tutte queste avventure, gli Amici della Pinacoteca stanno con noi, affrontano le sfide insieme a noi e crescono con noi”. Un sodalizio che va oltre il semplice supporto logistico, trasformandosi in una vera alleanza culturale, capace di coinvolgere la cittadinanza e rafforzare il legame tra museo e territorio.
Una comunità scientifica e culturale in movimento
A rendere orgoglioso il direttore non sono solo i risultati visibili, ma anche il lavoro “sotterraneo”: catalogazione, digitalizzazione, conservazione preventiva, ricerca scientifica, formazione. “Oggi un museo non è solo un edificio – ha sottolineato – ma una vita scientifica, una comunità di studenti, studiosi e professionisti. Stiamo mettendo in moto tutte le forze tecnologiche e culturali che ci accompagnano”.
E proprio questa dimensione collettiva rappresenta, per Hémery, il valore più grande: “C’è un’energia che proviene da questa squadra che sono felice di dirigere. È un bel momento di vita di un’istituzione per la cittadinanza”.