Siena, restaurato l’antico Arco di Fontegiusta. Un monumento restituito alla città e alla sua comunità

Presentato l’intervento promosso da Kamullia Ets. Il presidente Luca Duchini: "Un obiettivo identitario per il rione, frutto della collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini"

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Un arco che da oltre quattro secoli accompagna la vita di Camollia torna a mostrarsi nella sua veste originaria. È stato presentato ieri il restauro dell’Arco di Fontegiusta, intervento promosso da Kamullia Ets Onlus e realizzato attraverso la collaborazione con il Comune di Siena, la Soprintendenza e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

“Alza lo sguardo per riammirare l’arco” è lo slogan del restauro che arriva a quasi un anno dal patto di collaborazione con cui il Comune aveva affidato all’associazione stessa la cura e il recupero del monumento. L’amministrazione ne era diventata formalmente proprietaria nel marzo 2025, dopo una ricostruzione documentale che aveva consentito di chiarire una situazione patrimoniale rimasta a lungo irrisolta.

Durante la presentazione a ripercorrere il significato dell’intervento è stato Luca Duchini, Presidente di Kamullia Ets Onlus, ricordando come l’associazione sia nata all’interno della Contrada Sovrana dell’Istrice anche con l’obiettivo di valorizzare e tutelare il patrimonio storico e monumentale del territorio.

L’Arco fu eretto nel 1589 dalla Compagnia di Fontegiusta per valorizzare la chiesa di Santa Maria in Portico e facilitare il passaggio verso il suo nuovo secondo ingresso. Da allora è diventato una presenza familiare del rione, attraversando più di quattro secoli di storia senese.

Il tempo aveva però lasciato segni evidenti. Fenomeni atmosferici, vegetazione e una manutenzione non sistematica ne avevano progressivamente compromesso l’aspetto. Un dato rende bene la portata dell’operazione appena conclusa,  l’ultimo intervento manutentivo generale rintracciato nei documenti risaliva al 1853. Il restauro ha permesso di recuperare materiali e cromie e di rendere nuovamente leggibile la dedica alla Madonna presente sulla struttura.

“Questo risultato è il frutto dell’azione di tanti soggetti insieme”, ha sottolineato Duchini, mettendo in evidenza il ruolo svolto dal Comune, dalla Soprintendenza, che ha autorizzato e seguito tecnicamente l’intervento, e dalla Fondazione Mps, che ha sostenuto economicamente il progetto. A questi si aggiungono il lavoro dei professionisti e delle maestranze coinvolte e il contributo della stessa comunità di Camollia.

Un sostegno arrivato anche direttamente dagli abitanti attraverso il 5 per mille, donazioni e contributi specifici. Un elemento che, nelle parole del presidente di Kamullia Ets, conferma come il recupero dell’Arco sia stato percepito non soltanto come un intervento su un bene architettonico, ma come un progetto legato all’identità del rione. “È un punto di riferimento quotidiano, una presenza familiare, un testimone di vita condivisa”,  – ha spiegato Duchini. L’obiettivo era quindi consegnarlo alle generazioni future in condizioni migliori rispetto a quelle in cui era arrivato fino a oggi.

Il restauro restituisce al territorio uno dei suoi elementi più riconoscibili e, allo stesso tempo, racconta un modello di collaborazione tra pubblico, associazionismo e cittadini per la tutela del patrimonio storico. “Chi attraverserà l’arco o ci passerà davanti – ha concluso Duchini – potrà vedere non solo un monumento restaurato, ma anche riconoscere l’impegno di una comunità che vuole preservare la propria storia e la propria identità”.

 

Matteo Borsi

Nasce a Siena nel 1979, dove inizia a bazzicare la radio a 16 anni. Dopo una lunga parentesi nella pallacanestro di alto livello nel Dicembre 2015 è tornato al primo amore, che non si scorda mai: il giornalismo. È Direttore Generale e Direttore Responsabile di RadioSienaTv. Ama i viaggi in camper, i suoi due figli, la fotografia, la cucina, il basket e… il Vivo d’Orcia.



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