Sovicille, Ancaiano inaugura “Materia, Luce e Mito”: le sculture di Alberto Inglesi dialogano con il paesaggio della Montagnola Senese

Domenica 20 settembre alle ore 17, al Circolo Arci, l’inaugurazione della mostra che nasce anche dal profondo legame dell’artista con il piccolo borgo

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Nel cuore della Montagnola Senese, l’antico borgo di Ancaiano si prepara ad accogliere un appuntamento dedicato all’arte contemporanea e, al tempo stesso, al rapporto tra un artista e il territorio che ha scelto di abitare.

Domenica 20 settembre 2026, alle ore 17, presso il Circolo ARCI Ancaiano, sarà inaugurata la rassegna di sculture “Materia, Luce e Mito”, dedicata all’opera dello scultore Alberto Inglesi.
Ma quella di Ancaiano non è per Inglesi una semplice sede espositiva. L’artista ha scelto proprio il piccolo borgo come buen retiro, trovando in questo angolo della Montagnola Senese un luogo nel quale vivere, lavorare e sviluppare la propria ricerca artistica. Nel corso del tempo Inglesi si è integrato nella piccola comunità di Ancaiano, instaurando un rapporto diretto e quotidiano con gli abitanti e con il territorio.
È anche da questo legame che nasce il significato particolare della rassegna: le opere dell’artista non arrivano semplicemente dall’esterno per essere esposte, ma tornano nel luogo che è diventato parte della sua esperienza personale e artistica.

Un percorso tra materia, luce e mito
La mostra propone un itinerario attraverso cinque opere monumentali, concepite per dialogare con gli spazi e il paesaggio circostante. Le sculture affrontano temi legati alla dimensione simbolica e spirituale dell’uomo, attraverso una ricerca che unisce materia, forma e luce.
Tra le opere presentate figurano la solenne triade degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, insieme a “Thalassa” e “Situazione di donna”.
Le figure degli Arcangeli, caratterizzate da una forte verticalità, sono costruite attraverso una struttura metallica che accentua il rapporto tra solidità e tensione, mentre la luce contribuisce a modificarne continuamente la percezione.
Nelle altre opere il linguaggio di Inglesi si confronta invece con il corpo, l’acqua e la dimensione femminile. “Thalassa”, evocando il mare e la figura femminile, richiama il principio acquatico come elemento generatore del mito. La modellazione plastica e ritmica suggerisce un movimento nel quale la materia sembra dissolversi, lasciando spazio alla luce e alla vibrazione.

Un artista che ha fatto di Ancaiano il proprio luogo
La presenza di Alberto Inglesi ad Ancaiano conferisce alla rassegna un carattere particolarmente significativo. Il rapporto con il borgo non è infatti soltanto quello tra artista e luogo espositivo: è un rapporto costruito nel tempo, attraverso la scelta di vivere la quotidianità di una piccola comunità.
Ancaiano è diventato per Inglesi un luogo appartato, un “buen retiro” nel quale trovare concentrazione e ispirazione, ma anche uno spazio di condivisione con la comunità locale.
La mostra diventa così anche un modo per raccontare questo incontro: l’artista che sceglie un piccolo borgo della provincia senese e il borgo che accoglie l’artista, facendone progressivamente una presenza familiare e parte della propria identità.

L’arte come dialogo con il territorio
Uno degli elementi caratterizzanti della rassegna è proprio il rapporto tra le opere e l’ambiente che le accoglie. La scelta di Ancaiano non rappresenta soltanto una cornice per la mostra, ma diventa parte integrante del progetto.
L’iniziativa intende infatti valorizzare il territorio attraverso l’arte, stimolando lo sguardo verso luoghi conosciuti e, al tempo stesso, proponendo nuove modalità per interpretarli.
La rassegna si inserisce così in un percorso di valorizzazione culturale che coinvolge istituzioni, associazioni e comunità locale, mettendo al centro il dialogo tra arte, paesaggio e comunità.

La presentazione del professor Gianni Resti

A introdurre il pubblico all’opera di Alberto Inglesi sarà il professor Gianni Resti, che curerà la presentazione della rassegna durante l’inaugurazione.

L’appuntamento di domenica rappresenterà quindi un’occasione per conoscere più da vicino la ricerca dello scultore e per approfondire il significato delle opere esposte, ma anche per raccontare il particolare rapporto che lega l’artista ad Ancaiano.

Al termine della presentazione è previsto un buffet di benvenuto, in un momento conviviale che coinvolgerà i soci del Circolo, le associazioni, la comunità e tutti coloro che vorranno partecipare.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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