Stagione venatoria, oggi si comincia

In provincia di Siena sono circa 14 mila i cacciatori che hanno rinnovato il porto d'armi

Sono sempre meno i selvatici che popolano le nostre campagne. Una frase ricorrente per i tanti cacciatori che magari   si incontrano al bar la mattina presto vestiti con abiti mimetici, e i cani in macchina di rientro da qualche ora nei boschi e nei campi alla ricerca di sparuti fagiani e poco altro. Le zone libere, quelle dove si può andare pagando una piccola tassa, sono sempre più vuote. Gli ambiti territoriali di caccia fanno fatica a gestire la selvaggina. Sono i cinghiali e i caprioli che invece la fanno da padroni un po’ ovunque anche vicino ai centri abitati. Oggi comincia la nuova stagione venatoria. Chi vive in campagna avrà sentito i primi spari appena il sole ha illuminato la vita. Spari che proseguiranno fino a questa sera appena la luce calerà, come prescrive la legge. Sono circa settantamila i cacciatori in Toscana che hanno rinnovato il porto d’armi, un numero assai inferiore al passato. Pochi animali, troppi vincoli, troppe leggi restrittive. A Siena e provincia sono circa 14mila le doppiette. Un numero consistente, perché il territorio è sempre stato vocato per la caccia e i numeri non calano. I passionisti del cinghiale invece dovranno aspettare fino al primo di novembre per organizzare le cacciate e diminuire il numero di animali che devastano le colture e le vigne. Al via dunque una stagione che come ogni anno, muove un mercato importante per l’economia, legato non solo alle armi, ma all’abbigliamento, ai tanti ritrovati tecnologici oggi a disposizione del mondo venatorio, e ai cani. La cinofilia infatti rappresenta una voce importantissima: si pensi che in Italia la maggior parte dei cani che vengono allevati sono proprio quelli con attitudini venatorie. In Italia sono le regioni che hanno un’importante voce in capitolo sulla gestione del calendario venatorio. E sarà decisivo decidere come gestire la fauna selvatica nei prossimi anni per permettere alla biodiversità di tornare a dare l’equilibrio alla natura che ci circonda.

Un mondo, quello venatorio, che però non piace soprattutto oggi perché la sensibilità verso gli animali e la natura è completamente cambiata. Due mondi che si scontrano e che difficilmente riusciranno a comunicare.