Il Consiglio comunale di Asciano ha approvato il Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti ai fini della TARI 2026, confermando un incremento dei costi particolarmente contenuto nonostante il complesso contesto economico nazionale e internazionale che, negli ultimi mesi, ha determinato un generale aumento dei costi di gestione del servizio e spinto numerosi Comuni a rivedere al rialzo le tariffe.
Il prospetto ARERA del PEF passa da 1.735.118 euro del 2025 a 1.788.095 euro nel 2026, con un incremento di oltre 52 mila euro (+3%). Grazie però alle detrazioni di competenza comunale, rese possibili da maggiori entrate derivanti dal recupero dell’evasione e dell’elusione tributaria (oltre 11 mila euro) e dall’indennità di disagio ambientale (40 mila euro), il valore finale del Piano si attesta a 1.732.083 euro. L’aumento effettivo rispetto al 2025 è quindi pari al 2,33%, al di sotto dei limiti di crescita previsti da ARERA e inferiore anche all’andamento dell’inflazione.
Per le utenze domestiche l’incremento delle tariffe risulta inferiore all’1%, consentendo di limitare l’impatto sulle famiglie pur garantendo la copertura dei costi del servizio.
“Abbiamo lavorato per contenere al massimo gli aumenti, in un momento in cui i costi del servizio continuano a crescere anche a causa delle tensioni internazionali che incidono sui prezzi dell’energia, dei trasporti e dello smaltimento dei rifiuti”, sottolinea il vicesindaco Mattia Mangone. “Molti Comuni sono stati costretti ad applicare incrementi più consistenti delle tariffe. Ad Asciano, invece, grazie a una gestione attenta e all’utilizzo delle risorse disponibili, siamo riusciti a limitare l’aumento a livelli molto contenuti, mantenendo al tempo stesso elevata la qualità del servizio.”
“Il nostro territorio presenta caratteristiche che rendono il servizio particolarmente complesso – prosegue Mangone –. La vasta estensione comunale e la bassa densità abitativa comportano costi maggiori per la raccolta, il recupero e il trasporto dei rifiuti. Nonostante questo, la riorganizzazione del servizio, dopo le inevitabili criticità della fase di avvio, sta raggiungendo gli obiettivi prefissati.”
I dati confermano infatti un netto miglioramento delle performance ambientali. La raccolta differenziata è passata dal 61,95% registrato nel 2025 al 76,04% nei primi cinque mesi del 2026. Parallelamente si è registrata una drastica riduzione degli abbandoni dei rifiuti sul territorio, mentre i due ecositi, pienamente operativi da circa quaranta giorni, stanno contribuendo a rendere il servizio sempre più efficiente e capillare.
“Questi risultati dimostrano che il percorso intrapreso è quello giusto”, conclude Mangone. “Continueremo a investire sul miglioramento del servizio e sulla collaborazione dei cittadini, perché una gestione più efficiente dei rifiuti significa benefici ambientali, maggiore decoro del territorio e, nel medio periodo, anche migliori condizioni economiche per l’intera comunità.”