Sfratto Arci "Due Ponti", ANPI e CGIL: "Al fianco del circolo in tutte le future iniziative"

Le associazioni si chiedono perché non scegliere uno dei tanti fondi vuoti ed inutilizzati del Demanio

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L’ANPI e la CGIL di Siena appoggiano la mobilitazione del Circolo Arci “Due Ponti” e di quello provinciale a difesa degli storici spazi di Via Aretina, terreno e sede della Società di Mutuo Soccorso “Il Risorgimento ai Due Ponti” fin dal 1910, nata per attività culturali, di aggregazione sociale e solidarietà, come l’assistenza in caso di malattia, grazie all’autotassazione e al lavoro dei soci.

I locali, requisiti ed espropriati dal regime fascista nel 1942, fanno parte del Demanio pubblico da dopo la Liberazione, quando, anziché tornare ai legittimi proprietari, vennero dati in affitto, con un canone di locazione simbolico, alla Società Due Ponti, che nel frattempo aveva ripreso la sua funzione e le sue attività originarie.

Ora lo Stato, come ha già tentato in passato, intende addirittura recedere dal contratto di affitto anticipatamente indicando il 27 febbraio 2027 come termine ultimo per liberare gli spazi, sembra per fare in modo di trasferirci l’Ufficio Immigrazione della Questura.

Pur comprendendo e condividendo le ragioni di trovare un luogo più consono e dignitoso per i servizi rivolti ai migranti rispetto a quello di Via delle Sperandie, riteniamo inaccettabile che per soddisfare tali necessità si scelga proprio di eliminare un punto di riferimento socio-culturale cittadino alle porte di Siena che rappresenta una parte di storia del territorio e che funge tuttora da spazio vivo e ricreativo di incontro, aggregazione e socialità, cancellando con esso l’identità di una comunità intera e la sua memoria popolare.

Perché non individuare soluzioni alternative scegliendo ad esempio uno dei tanti fondi vuoti ed inutilizzati a disposizione del Demanio? Non vogliamo pensare che la soluzione individuata dallo Stato voglia rappresentare una scelta politica che ha lo scopo di eliminare l’ennesimo luogo associativo e rappresentativo di confronto di cui è permeata la storia ed il tessuto democratico del nostro Paese.

Una vicenda che trova delle similitudini con quella della Casa del popolo senese di Via Pianigiani, nata nel 1905 grazie ai ferrovieri e tipografi come luogo di organizzazione ed aggregazione dei lavoratori con la Camera del Lavoro, nonché di progresso con attività culturali, sociali, cooperative e solidali, e mai restituita ai legittimi proprietari.

L’ANPI e la CGIL di Siena saranno al fianco dell’ARCI nelle iniziative future che promuoverà per difendere questo patrimonio, che non solo appartiene a tutto il mondo dell’associazionismo senese ma all’intera comunità cittadina.

 



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