Siena, gli studenti stranieri sono il 15%. Il tetto del decreto "crolla" sui numeri

I dati senesi del Ministero dell'Istruzione e del Merito 2024/25: 5.150 alunni con cittadinanza straniera su 34.069

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Il dibattito sul nuovo tetto agli studenti stranieri nelle classi, annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, trova nella provincia di Siena una fotografia molto più articolata di quella che potrebbe suggerire il confronto politico nazionale. I dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2024/25, analizzati per la provincia di Siena, indicano infatti 5.150 studenti con cittadinanza straniera su 34.069 iscritti complessivamente nelle scuole statali e parificate di ogni ordine e grado. L’incidenza è dunque del 15,1%.

Un dato che, sul territorio provinciale nel suo complesso, è molto distante dalla soglia del 30% prevista come criterio generale dalla circolare del 2010 dell’allora ministra Mariastella Gelmini e ancora più distante dall’ipotesi di una stretta più rigida annunciata dall’attuale governo.

Dall’infanzia alle superiori

La presenza degli studenti con cittadinanza straniera varia, di poco, a seconda del grado scolastico:

Nelle scuole dell’infanzia gli stranieri sono 784 su 4.987 studenti, pari al 15,7%.

Nella scuola primaria si sale a 1.713 su 9.686, ovvero il 17,7%, la percentuale più alta tra i diversi ordini di scuola.

Alle secondarie di primo grado sono 1.126 su 6.878, pari al 16,4%.

Alle secondarie di secondo grado, invece, la quota scende al 12,2%, con 1.527 studenti stranieri su 12.518.

Una distribuzione che restituisce una situazione abbastanza uniforme nei dati in percentuale, ma i numeri non sono tutto, infatti ciò non significa che non possano esistere singole scuole o singole classi con una concentrazione più elevata.

È proprio il caso del Guglielmo Marconi di Siena, istituto professionale dove, secondo i dati forniti dalla scuola, gli studenti con cittadinanza straniera superano il 45% del totale. Una situazione che il dirigente scolastico Guerranti aveva definito concretamente problematica qualora il nuovo limite dovesse essere applicato in maniera rigida. Il caso del Marconi rende quindi evidente la differenza tra una media territoriale relativamente contenuta e alcune realtà scolastiche nelle quali la soglia ipotizzata dal Governo potrebbe effettivamente essere superata.

Dieci anni dopo: più studenti, ma l’aumento degli stranieri è più contenuto

Il confronto con dieci anni fa aggiunge un altro elemento alla fotografia, che sottolinea forse ancora di più come la questione “troppi studenti stranieri nelle classi” sia tutto fuorché un’emergenza. Nell’anno scolastico 2015/16, nella provincia di Siena gli studenti complessivi erano 29.839, dei quali 4.221 con cittadinanza straniera, pari al 14,1%.

Nel 2024/25 gli studenti sono diventati 34.069, con 5.150 stranieri: in dieci anni, dunque, la popolazione scolastica provinciale è cresciuta di 4.230 studenti, mentre gli alunni con cittadinanza straniera sono aumentati di solo 929 unità.

In termini percentuali significa che il totale degli studenti è cresciuto di circa il 14,2%, mentre gli studenti stranieri sono aumentati di circa il 22%. Ma, rapportata all’intera popolazione scolastica, la loro incidenza è passata dal 14,1% al 15,1%: un solo punto percentuale in più in dieci anni. Il dato racconta quindi una crescita contenuta della presenza degli studenti stranieri, ma anche una crescita complessiva della popolazione scolastica senese.

La media non è l’emergenza, il problema può essere la concentrazione

È proprio questa la distinzione che emerge dai numeri: a livello provinciale non siamo di fronte a una popolazione scolastica composta in maggioranza o in misura prossima a un terzo da studenti stranieri. La percentuale complessiva è del 15,1%, con oscillazioni tra il 12,2% delle superiori e il 17,7% delle primarie.

Il tema cambia, però, quando si passa dalla fotografia dell’intera provincia a quella delle singole scuole. Ed è qui che la proposta del Governo potrebbe produrre conseguenze molto diverse a seconda dei territori e degli istituti: un limite uniforme applicato a una realtà nella quale la media è del 15% può avere un impatto molto diverso su una scuola dove la presenza supera il 40 o il 45%.

È anche per questo che, nei giorni scorsi, il dirigente del Marconi Luca Guerranti aveva posto una domanda molto concreta: se uno studente sceglie un determinato percorso professionale e la scuola supera la soglia prevista, dove dovrebbe essere trasferito? E soprattutto, quale altra scuola dovrebbe accoglierlo?

Il dibattito, dunque, si sposta dalla semplice percentuale alla sua applicabilità concreta. I dati senesi mostrano una realtà nella quale non esiste un’emergenza generalizzata, ma esistono alcune concentrazioni significative che una norma nazionale dovrebbe necessariamente considerare. Ed è proprio su questo punto che si inserisce anche la discussione politica: mentre il Governo presenta la stretta come una risposta a una questione nazionale, a Siena i numeri restituiscono una situazione molto più sfumata, nella quale il problema, se esiste davvero, sembra riguardare soprattutto specifiche realtà scolastiche e non l’intero sistema scolastico.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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