La stretta annunciata da Giorgia Meloni sul numero di studenti stranieri nelle classi arriva anche sul tavolo delle due Università per Stranieri italiane. Siena e Perugia preparano un comunicato congiunto per rispondere alla proposta della presidente del Consiglio, che ha annunciato l’arrivo in Consiglio dei ministri di una norma per introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe.
Ad anticipare in esclusiva a Radio Siena Tv la posizione delle due Università per Stranieri è il rettore Tomaso Montanari, che annuncia una presa di posizione comune tra i due atenei: “Sta per uscire, lo dico a voi per primi, un comunicato congiunto mio e del rettore dell’Università per Stranieri di Perugia. Nel momento in cui gli stranieri diventano il nemico, le due Università per Stranieri che sono in Italia hanno il dovere di rispondere – afferma Montanari. La nostra risposta usa le parole della Costituzione e della Repubblica. La scuola è aperta a tutti, non dice a tutti i cittadini, a tutti gli italiani: a tutti, a tutte e tutti gli umani e le umane”.
Montanari contesta però l’idea che la presenza di studenti stranieri rappresenti, di per sé, un problema per la scuola italiana e richiama anche i dati delle prove Invalsi: “Crediamo che alla propaganda politica si risponda con i fatti. Banalmente, i test Invalsi dimostrano che la presenza delle studentesse e degli studenti stranieri non solo non crea un problema, ma crea un’occasione di apprendimento: si cresce meglio. Se ci sono problemi sono nelle classi tutte di italiani al Sud, perché lo Stato li ha abbandonati. Quindi noi pensiamo che questa sia una grande occasione per diventare umani”.
Il messaggio finale di Montanari è netto e sposta il piano della discussione dalla cittadinanza delle persone alla loro funzione all’interno della comunità scolastica: “Le persone non sono un problema, le persone sono un’occasione e non sono mai nemmeno un mezzo, in questo caso un mezzo di propaganda politica: sono un fine. Questo lo diceva Immanuel Kant e non sarebbe male ricordarselo ogni tanto”.
La presa di posizione delle due Università per Stranieri arriva dunque mentre il governo prepara il provvedimento annunciato dalla premier. E proprio sul terreno dell’integrazione linguistica e culturale, le due istituzioni intendono rivendicare il proprio ruolo: non la separazione degli studenti in base alla cittadinanza, ma l’apprendimento della lingua italiana e la costruzione di percorsi capaci di favorire l’inclusione.