“Io Tifo Mens Sana”, 8 associati chiedono invano da un anno spiegazioni e trasparenza

Su alcuni aspetti del passaggio delle quote azionarie della società

Non si placano le discussioni in seguito al caso della penalizzazione di 3 punti comminata alla Mens Sana per il ritardo nel pagamento della sesta rata federale. In un comunicato stampa, l’Associazione Io Tifo Mens Sana, detentore del 15% delle quote della società, oltre a biasimare per la leggerezza gli azionisti di maggioranza, ha duramente criticato l’informazione locale, rea di pubblicare notizie “infondate e non verificate” atte a destabilizzare l’ambiente. Alcuni associati però, hanno lamentato di aver chiesto da più di un anno lumi su alcuni aspetti relativi al passaggio delle quote societarie, senza ottenere risposta.

In una prima comunicazione datata 20/03/2017, 8 tifosi di lunga data facenti parte dell’Associazione, affrontano il discorso relativo al passaggio delle quote societarie “un versamento dei tifosi di € 210.000,00, qualificato come primo step del salvataggio del basket senese, detto Consorzio, cessionario delle quote di maggioranza della società sportiva, avrebbe dovuto attuare il secondo step, con versamenti per annunciati ca. cpl. € 300.000,00. Tale versamento, pertanto, per come rappresentato in assemblea e, a quanto consta, nondimeno deliberato, avrebbe dovuto ritenersi quale sostanziale presupposto e/o condizione del trasferimento delle quote dall’Associazione al Consorzio. La cessione è poi avvenuta con atti ai rogiti del Notaio Pagano di Siena del 9.06.2016 (n. 18.346 Rep – n. 8.385 Racc.). All’ultima assemblea del 13.02.2017 sembra essere stato riferito che:
– le imprese del Consorzio non avrebbero ancora versato gli importi promessi, essendosi dovute inserire le relative poste nella semestrale di giugno; – il bilancio della semestrale è chiuso in “sostanziale” pareggio, ma appare decisivo lo sponsor per chiudere la stagione, oltre ad un ulteriore .. sacrificio dei tifosi (quantificato in € 20.000,00); – si è riferito che i rapporti con gli altri soci sarebbero “buoni”, ma che una richiesta d’incontro non avrebbe sortito effetti, essendo stato declinato da alcuni e non risposto da altri” e chiedono “Quali cautele e/o condizioni sono state inserite nell’atto notarile di trasferimento delle quote della società sportiva dalla nostra Associazione al Consorzio al fine di assicurare che detto organismo di imprenditori cessionari delle quote di titolarità dei tifosi avesse ottemperato in contestualità della cessione ovvero ottemperasse nei tempi utili agli impegni di pagamento assunti, tramite i Consorziati; 2. Quali società sono entrate nel ridetto Consorzio cessionario delle quote, quali hanno versato e quanto, chiedendosi di fornire dettagliato elenco, dovendo si ritenere queste informazioni nella disponibilità di Codesti vertici associativi ma, ad oggi, non partecipate agli associati; 3. Quali iniziative intende assumere l’Associazione IoTifoMensSana, a fronte degli accertati mancati versamenti del Consorzio, per tutelare il patrimonio faticosamente formato e, soprattutto, il buon fine dei versamenti monetari dei soci, non escluse azioni di risoluzione – anche parziale – dell’atto di cessione delle quote in proporzione dei mancati pagamenti. Si richiede formale riscontro, con ogni e più ampia riserva all’esito delle risposte ricevute, ricordando la delicatezza della vicenda nella quale si è operato una raccolta al pubblico di fondi. Ricordandosi che un’associazione può, al fine del raggiungimento dei fini statutari, compiere atti sostanzialmente “gratuiti” ma non certo atti di “liberalità” in favore di soggetti “commerciali” come potrebbe intendersi la cessione del 9.06.2016. a fronte della quale ad oggi mancherebbe l’adempimento”

Una nuova comunicazione del gruppo di 8 tifosi è stata fatta alla segreteria dell’associazione il 28 giugno, in seguito a una risposta della stessa che non aveva convinto e non era entrata nel merito della questione. Si ribadisce le richieste di delucidazioni, che però non arriveranno mai:

“Le richieste dei sottoscritti firmatari erano di conoscere quali controlli, cautele e condizioni erano state
assunte dall’Associazione in vista della cessione delle quote al Consorzio in data 9.06.2016 e, soprattutto,
quali imprese di quelle che avevano manifestato pubblicamente il loro interesse erano poi entrate nel
Consorzio ed avevano adempiuto ai propri obblighi, come promessi all’Associazione.
Nella Vs. nota, in contrario, si richiama una “raccolta pubblicitaria” pervenuta per il tramite dello stesso
Consorzio (questione ben diversa e, evidentemente, successiva, a quella delle sottoscrizioni delle imprese
consorziate), così come si evidenzia l’arrivo dello “sponsor”, mente in punto di conferma sulle adesioni dei
consorziati si invita a prendere contatto direttamente col Consorzio. Il vostro invito difatti, non fa altro che rafforzare i nostri dubbi sulla gestione della vicenda. Ci sembra confermato, difatti, che gli organismi dell’associazione ammettano di non aver effettuato alcun controllo sul rispetto degli obblighi da parte del Consorzio come fatti oggetto di promessa alla nostra associazione a fronte del trasferimento, né di aver assunto alcuna opportuna garanzia al momento della cessione quote. E, si ripete, era proprio la fase della cessione delle partecipazioni quella sulla quale avevamo focalizzato la nostra richiesta. I sottoscritti invitano nuovamente, pertanto, i soggetti in indirizzo a fornire con massima sollecitudine le informazioni richieste, soprattutto perché l’Associazione afferma la sussistenza di ottimi rapporti col Consorzio e ben potrà farsi fornire le informazioni del caso. Con l’occasione, inoltre, vorrete gentilmente trasmettere la copia dei verbali assembleari dell’anno 2016, nei
quali risultano assunti i deliberati relativi al programma di salvataggio della società e di cessione delle quote al
Consorzio. In particolare, la richiesta dovrà ritenersi estesa al “carteggio” intercorso tra il sig. Danilo Bono e
l’Associazione e ai verbali del Consiglio che si sono occupati della cessione delle quote del primo, visto che
con la convocazione dell’assemblea straordinaria è stata portata la decisione del Consiglio ai soci solo per
una mera sostanziale “ratifica”. Chiediamo, inoltre, spiegazione sull’intervento del Presidente Lami ad Antenna Radio Esse, laddove ha dichiarato: “I nuovi ingressi in società sembrano all’orizzonte. Speriamo che questa settimana sia davvero decisiva e che finalmente si faccia il passo che manca. I nomi ormai non sono più top-secret: Macchi, Mele, personaggi conosciutissimi, e l’ingresso di un nuovo socio che dovrebbe rilevare una buona parte delle quote. Se vogliamo dare un futuro alla Mens Sana questa è una cosa assolutamente necessaria, non possiamo
pensare che siano i tifosi a farlo”. In particolare, tenuto conto della chiusura dell’intervista, si chiede quali
garanzie intenda assumere l’Associazione al fine di mantenere un – sostanziale e non solo formalistico – ruolo
dei tifosi nella gestione futura della società visto che, dopo che i tifosi hanno finanziato con enormi sacrifici un
progetto di salvataggio. Vorremmo in ultimo fortemente censurare la chiusura della lettera, in cui si legge l’infelice rilievo di non poterci annoverare tra coloro che contribuiscono all’Associazione. In disparte il fatto che i sottoscritti sono tifosi di lunga data e che hanno finanziato il basket senese da decenni, mai rientrando tra coloro che hanno fruito, con le varie società, di omaggi e gratuità, ci preme altresì rilevare che la contestazione non coglie assolutamente nel segno. Vorremmo semplicemente far presente che la mail del 14.02.2017, contenente l’invito al rinnovo della quota associativa anno 2017, che si allega alla presente, non conteneva alcun termine per il rinnovo della sottoscrizione della quota. Per cui, trovandoci ancora in corso di anno 2017, nessun mancato rinnovo può
esserci addebitato. Quanto prima, in ogni caso, avverranno i pagamenti della quota associativa, anche perché è nostro interesse far parte a pieno titolo dell’associazione”.

 

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