Acquista on line smartphone inesistente, carabinieri trovano il venditore

Per un piccolo sconto non si è affidato al sito on line specializzato

Il desiderio di possedere il modello migliore di uno smartphone di ultima generazione ha tratto in inganno un giovane di Castiglion d’Orcia che per acquistarlo ha cercato in un noto sito di vendite on line. Tra gli oggetti di seconda mano ha individuato il telefono che desiderava, venduto ad un prezzo davvero eccezionale. Ha quindi contattato direttamente al cellulare il venditore, proprio per essere sicuro che l’acquisto non riservasse brutte sorprese. Il venditore si è mostrato molto gentile e disponibile, anche a fargli risparmiare qualcosa se la vendita fosse avvenuta senza le garanzie di tracciabilità e di tutela dell’acquisto offerte dal sito in cambio però di un costo.

Il giovane si è fidato ed ha effettuato il bonifico all’Iban del venditore occasionale, ma dopo un bel po’ di giorni dell’atteso pacco non ha visto traccia, ed il venditore non ha più riposto al cellulare.

L’acquirente truffato si è rivolto ai carabinieri di Castiglion d’Orcia dove ha sporto denuncia.

I Militari avevano tre strumenti per identificare il truffatore: un numero di telefono, un codice Iban e la collaborazione del sito che poteva fornire i dati raccolti sul misterioso interlocutore, affinché si potesse proporre su quel canale di comunicazione. Certo il sito non poteva rispondere di una transazione compiuta fuori dalle garanzie predisposte e fornite per assicurare le vendite, ma poteva fornire un forte ausilio all’identificazione dell’autore del raggiro. Effettuata l’identificazione dello sconosciuto, i Carabinieri di Castiglione D’Orcia si sono rivolti a quelli di Ischia, dove vive il venditore. A lui, due giorni fa di primo mattino, i militari dell’isola sono andati a suonare il campanello.

Il venditore non si aspettava di essere identificato e denunciato in così breve tempo e ai Carabinieri che gli notificavano un verbale di elezione di domicilio, chiedendogli dove gradisse ricevere le comunicazioni giudiziarie, riferiva da subito di essere molto, molto pentito. Ricevute le notifiche, ha chiamato il cliente e gli ha restituito il denaro tramite bonifico, in cambio della promessa poi adempiuta, di rinunciare alla querela, disinnescando il procedimento penale instaurato.

Non si esclude che il venditore possa aver piazzato altri di questi raggiri, forse non denunciati dagli acquirenti per vergogna o sfiducia.

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