Turismo in crisi, il sindaco di Chianciano Terme scrive al Premier Conte

Il sindaco di Chianciano Terme: "C’è il rischio di un durissimo colpo a tutto il comparto già in crisi, il Governo non ci lasci da soli. Queste le nostre proposte"

Il primo cittadino di Chianciano Terme Andrea Marchetti invia una missiva al Premier Conte chiedendo attenzione anche per le aree già penalizzate dalla crisi del settore termale. “C’è il rischio di un durissimo colpo a tutto il comparto già in crisi, il Governo non ci lasci da soli. Queste le nostre proposte”.

“Come noto l’impatto del coronavirus in Italia comincia a farsi sentire in maniera
pesante. Ormai tutta l’Italia è zona rossa e sospendere mutui e bollette sarà ben poco di
fronte al collasso economico imminente. Serviranno esoneri di lungo periodo e sopratutto
tempestivi sostegni economici per imprese e lavoratori. La città che amministro, Chianciano Terme, è uno dei maggiori centri termali nazionali ed internazionali, con oltre 100 strutture alberghiere ed extra alberghiere, per un totale di circa 8.000 posti letto. L’emergenza Coronavirus sta avendo anche da noi conseguenze drammatiche, soprattutto nel comparto turistico e alberghiero. Dopo le prime disdette, tutto il settore sta iniziando a traballare e si accresce, di giorno in giorno, la preoccupazione da parte degli operatori che temono gravi ricadute in prossimità delle vacanze pasquali. Una situazione, quella odierna, che aggrava ulteriormente un contesto già di grande difficoltà che da anni stiamo vivendo per via della profonda crisi del comparto termale. Se tale crisi dovesse durare saranno incalcolabili i danni in comuni come il nostro, dove al turismo sono legate tantissime attività, non solo gli alberghi, ma anche ristoranti, bar, negozi e tour operator”.
“In ballo ci sono migliaia di posti di lavoro: quelli dei lavoratori stagionali di cui si servono le
strutture ricettive e commerciali in genere per il periodo estivo e di picco turistico.
Alla luce di queste considerazioni, sono a richiederVi provvedimenti urgenti prima
che il fenomeno delle cancellazioni a raffica si trasformi in una totale catastrofe,
costringendo molte imprese a ridurre il personale o addirittura a chiudere i battenti.
Faccio presente, infatti, che quello della nostra città è un turismo prevalentemente
stagionale; pertanto nei mesi in cui i lavoratori non sono impiegati percepiscono la
disoccupazione (NASpI); tale indennità è nei prossimi giorni in scadenza, in visione
appunto della ripresa del lavoro a partire dal mese di aprile, ma, in tale contesto, non
riaprendo gli alberghi per la cancellazione delle prenotazioni, questi lavoratori si vedranno
privati di qualsiasi sostegno economico, non percependo la disoccupazione e non avendo
neppure un lavoro. Un provvedimento capace di salvaguardarli potrebbe essere quello che il Governo, in via straordinaria, possa allungare i mesi di disoccupazione al personale che opera nelle zone turistiche stagionali”.
“Ad emergenza rientrata poi, un altro provvedimento che darebbe un pò di ossigeno
al nostro comparto turistico potrebbe essere individuato nella possibilità di detrarre in
dichiarazione dei redditi, almeno per gli anni 2020 e 2021, le spese sostenute per
effettuare le vacanze in Italia. Ciò si configurerebbe, senza ombra di dubbio, come un
importante incentivo per gli italiani a trascorrere le vacanze all’interno dei nostri confini
nazionali, con il conseguente beneficio per le nostre sofferenti strutture ricettive.
Fiducioso che queste o altre proposte possano essere prese in considerazione
esprimo la preghiera di non lasciare i Comuni da soli nel fronteggiare questa emergenza,
che coinvolge il Paese intero”.
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