Vendemmia, cercasi manodopera: in provincia di Siena mancano 2000 addetti

Francesco Colpizzi, presidente Federazione Vino Confagricoltura Toscana, tratteggia una situazione problematica

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Cercasi manodopera disperatamente per la vendemmia in Toscana. Negli ultimi due anni si stima un decremento di 5mila addetti e la causa è da ricercare nella politica fiscale che induce soprattutto la manodopera specializzata a preferire paesi all’estero. Basti pensare che la tassazione per redditi inferiori ai 25, 30mila euro si attesta oltreconfine tra il 5 e l’8% mentre in Italia è superiore al 20. Non solo fuga di cervelli dunque ma anche di lavoratori che permettono una delle produzioni più conosciute e apprezzate del ‘made in Tuscany’ nel Mondo: il vino

“In paesi come Croazia, Svizzera, Ungheria o Germania – specifica Francesco Colpizzi, presidente Federazione Vino Confagricoltura Toscana – esistono politiche fiscali per i redditi di fascia bassa molto più vantaggiose. A parità di offerta, dunque, preferiscono andare là: è un fenomeno iniziato l’anno scorso e che adesso si manifesta in tutta la sua preoccupante attualità. Il fatto è reso ancora più grave dalla circostanza che non si tratta di stagionali, ma di lavoratori che si occupano dei vigneti tutto l’anno”. 

A soffrire maggiormente della mancanza di manodopera della vendemmia è inevitabilmente la provincia di Siena, culla dei grandi vini toscani. E anche qui la stima del decremento di addetti è impietosa.

“Nella provincia di Siena – aggiunge Colpizzi – si sfiora (la mancanza) di 2000 unità, secondo me, anche perchè è la più importante provincia della Toscana dal punto di vista vitivinicolo, non solo per l’estensione dei vigneti, ma anche per la quantità dei vini di pregio.

Un problema , quello dell’assenza di manodopera in agricoltura, che rischi di mettere in ginocchio l’agricoltura non solo in periodo di vendemmia.

 

 



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