L’attesa è finita, ma la tensione istituzionale e sportiva è alle stelle. Alla vigilia di Gara 3 a Lucca – la finalissima dentro o fuori che mette in palio il pass per la Serie B Nazionale – il clima intorno alla Mens Sana Basketball si fa rovente. Una serie playoff già intensissima, segnata dagli episodi sul parquet delle prime due sfide (dal dito medio del coach lucchese Olivieri alle polemiche fuori luogo post-gara 2 di Fabio Barsanti, vicesindaco e assessore allo sport nonchè fratello del capitano Leonardo Barsanti, squalificato per le scorrettezze nella partita con il Costone), ha subito una pesante escalation fuori dal campo a causa delle dichiarazioni di esponenti dell’amministrazione di Lucca. Affermazioni che la tifoseria senese ha giudicato fortemente lesive per l’intera città e che hanno portato la Questura di Lucca ad applicare un rigido “protocollo sicurezza”, blindando il settore ospiti con biglietti nominali e un numero fortemente contingentato di ingressi.
Di fronte a quello che viene vissuto come un vero e proprio “clima intimidatorio”, la tifoseria organizzata ha rifiutato l’idea di disertare la trasferta per non lasciare sola la squadra in una finale attesa da anni ed ha scritto una ferma lettera aperta al Sindaco di Siena attraverso l’Associazione “Io Tifo Mens Sana”. Nel testo, i tifosi chiedono una presa di posizione ufficiale e formale da parte del Comune a tutela dell’immagine della città, sollevando inoltre forti perplessità sul potenziale conflitto di interessi di alcuni esponenti della giunta lucchese coinvolti nella vicenda.
Di seguito, vi proponiamo il testo integrale dell’accorato appello inviato dai tifosi al primo cittadino.
Egregia Signora Sindaco di Siena
Prof.ssa Nicoletta FabioLe scriviamo come Associazione Io Tifo Mens Sana, che raccoglie tutte le anime della tifoseria della Mens
Sana Basketball, in merito alla trasferta di Lucca per Gara 3, l’incontro che assegnerà la promozione diretta
in Serie B Nazionale.
Come Lei avrà certamente appreso, la vigilia di questa sfida è stata segnata da dichiarazioni pubbliche
provenienti da esponenti dell’amministrazione lucchese che riteniamo lesive nei confronti della nostra
tifoseria e, più in generale, della città di Siena. A tali affermazioni, amplificate dal clima mediatico, ha fatto
seguito l’applicazione da parte della Questura di Lucca del cosiddetto “protocollo sicurezza”, che comporta
misure particolarmente stringenti per i tifosi biancoverdi in trasferta schedati e in numero contingentato,
compromettendo di fatto il legittimo diritto di seguire e sostenere la propria squadra.
Pur avendo valutato l’ipotesi di disertare la trasferta in segno di protesta, abbiamo scelto di essere
presenti, seppur in numero notevolmente ridotto: si tratta di una finale attesa da anni e il nostro posto è
accanto alla squadra.
Riteniamo tuttavia doveroso che il Comune di Siena debba prendere formalmente posizione a tutela
dell’immagine della città e dei propri cittadini, esprimendo il proprio dissenso rispetto alle accuse rivolte
alla nostra comunità sportiva. Segnaliamo, in spirito di trasparenza, che tra gli esponenti
dell’amministrazione lucchese coinvolti vi è un soggetto legato da rapporti di parentela a un tesserato della
squadra avversaria e già destinatario, in passato, di provvedimenti disciplinari in ambito sportivo:
circostanze che, a nostro avviso, rendono ancora più opportuna una presa di posizione chiara da parte
delle istituzioni senesi.
Lo sport, e la pallacanestro in particolare, dovrebbero essere occasione di confronto leale e di festa: a
questo principio intendiamo restare fedeli, anche di fronte a un clima intimidatorio che riteniamo si stia
allontanando da tali valori.
Andremo a Lucca seppur in numero contingentato con spirito sportivo e con orgoglio, fiduciosi in una Sua
sollecita attenzione al presente accorato appello.