Vittoria Doretti: "La violenza di genere uccide più della Mafia"

Oggi l'evento organizzato a Siena, dalla professoressa Anna Coluccia, dal titolo “La violenza contro le donne durante la pandemia: la resilienza è anche nella risposta formativa”, con l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e l’Università di Siena in occasione delle iniziative del Comune di Siena per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Di Redazione | 29 Novembre 2021 alle 15:29

Vittoria Doretti: "La violenza di genere uccide più della Mafia"

“In Italia il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni subisce una forma di violenza. Nel 2020 il 94.3% dei casi di violenza si è consumato tra le mura domestiche e il 45.3% di queste donne ha temuto per la propria incolumità”.

Questi alcuni dati illustrati da Vittoria Doretti, ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ideatrice e responsabile della Rete Regionale del Codice Rosa (un protocollo di intervento tra Istituzioni che coinvolge tutti i pronto soccorso toscani contro la violenza di genere), che ha illustrato la situazione in Italia e in Toscana in occasione dell’evento organizzato a Siena, dalla professoressa Anna Coluccia, dal titolo “La violenza contro le donne durante la pandemia: la resilienza è anche nella risposta formativa”, con l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e l’Università di Siena in occasione delle iniziative del Comune di Siena per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“L’indagine stilata dalla Commissione parlamentare di inchiesta del Senato sul femminicidio, che abbiamo presentato nei giorni scorsi in Senato – prosegue Doretti – ci dice che solo il 15% delle donne che subiscono violenza denuncia e il 65% non ne parla con nessuno. Purtroppo il 60% di queste donne vengono uccise dal proprio partner o ex, quindi la strada da percorrere è ancora lunga. La violenza di genere è fenomeno strutturale che c’è ovunque e quindi dobbiamo analizzarla, raccogliere i dati e innescare sistemi di controllo e adattamento alla realtà. E’ paragonata ad un fenomeno mafioso ma la violenza di genere uccide più della mafia”.

La professoressa Coluccia ha illustrato anche le potenzialità del master sul Codice Rosa, il primo percorso formativo specializzato in Italia, “perché – ha detto Coluccia – la violenza di genere è un problema anche culturale e, in particolar modo, un problema di salute che colpisce sia le donne che tante altre persone che si trovano a vivere situazioni indesiderate di violenza tra cui anziani, bambini e chi subisce discriminazioni di tipo sessuale e razziale. E’ fondamentale la collaborazione tra istituzioni, con i centri anti-violenza e, il risultato importante di questo evento formativo è stata anche la grande risposta di tutte le istituzioni che si occupano di violenza di genere: l’Università di Siena con la formazione, l’Aou Senese per l’assistenza specialistica, la Asl sudest per l’assistenza sul territorio, il Comune di Siena, l’Ordine degli Avvocati. Tutte le istituzioni presenti – ha concluso Coluccia – hanno fermamente condannato i due episodi di violenza di genere che si sono verificati nel fine settimana, ai danni di una studentessa a Siena e di una giornalista a Empoli, episodi gravissimi che devono farci riflettere su quanto ci sia ancora da fare in quest’ambito». All’evento hanno partecipato il rettore dell’università di Siena Francesco Frati, il direttore generale dell’Aou Senese Antonio Barretta, il direttore generale della Asl Toscana sud est Antonio D’Urso, Clio Biondi Santi, assessora alle pari opportunità del comune di Siena, Lore Lorenzi sul Master del Codice Rosa e l’avvocato Rossella De Franco, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Siena.



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