Whirlpool: chiesta deroga per ricominciare a produrre da domani, sindacati dubbiosi

Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm: “Nonostante i protocolli, diverse postazioni non sono sicure”.

Venerdì 10 aprile la Whirlpool ha comunicato alle organizzazioni sindacali e alla RSU dello stabilimento di Siena la decisione di ricominciare a produrre a partire dal 15 aprile, chiedendo una deroga al Prefetto in quanto il DPCM non prevede la ripresa della fabbricazione di elettrodomestici. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm di Siena ritengono la decisione dell’Azienda una grossa forzatura in un contesto generale ancora molto delicato.

“In un’organizzazione come quella della Whirlpool infatti, strutturata a catena di montaggio, con postazioni vincolate, quindi ad alto rischio epidemico – è la nota dei sindacati – si rende assolutamente necessario un nuovo confronto ed un’analisi tra tutti i soggetti interessati (RSU, RLS e Azienda), per verificare ed ampliare le linee guide contenute nei protocolli sottoscritti relativamente alle nuove disposizioni e ordinanze. Nonostante nei giorni scorsi siano stati siglati degli accordi a livello di stabilimento per definire protocolli di messa in sicurezza della salute dei lavoratori, esistono purtroppo ancora oggi diverse postazioni in cui non è possibile rispettare la distanza di sicurezza e che quindi possano esporre a rischio contagio i lavoratori”.

“Lo sforzo che è stato fatto finora da tutti non può essere vanificato dalla fretta da parte delle aziende di tornare a produrre – continua la nota – perché sottovalutare oggi l’aspetto sicurezza significherebbe per le imprese assumersi l’enorme responsabilità di poter compromettere seriamente la salute dei lavoratori. Questa preoccupazione è stata concretizzata oggi anche dalla RSU dello stabilimento di Siena che ha provveduto ad informare tramite una lettera le istituzioni locali e regionali. Pertanto, se le nostre richieste non saranno accolte, ci riserviamo di mettere in campo tutte le iniziative utili a salvaguardare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’intera collettività senese”.

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