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Caso Rossi, la Procura di Genova vuole vederci chiaro: ecco chi sarà sentito
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Caso Rossi, la Procura di Genova vuole vederci chiaro: ecco chi sarà sentito

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Tra i nomi figurano anche l’ex presidente Giuseppe Mussari e l'ex amministratore delegato Fabrizio Viola

Si è espressa la procura di Genova riguardo al caso David Rossi dopo che, agli inizi di Ottobre, aveva disposto il sequestro di una copia di tutti i filmati originali, i fuorionda e le interviste realizzate per i quattro servizi de "Le Iene", sulla morte del capo comunicazione del Monte dei Paschi. Come riporta il "Secolo XIX" "La svolta si è materializzata nelle ultime ore sotto forma d’una lista" dove "figurano personaggi che dentro la banca travolta dallo scandalo, avevano ruoli cruciali: l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola e la sua segretaria Lorenza Pieraccini, passando per Valentino Fanti (allora segretario di Mussari e del cda), Bernardo Mingrone al tempo numero uno dell’area finanza e vari supertestimoni della notte in cui Rossi morì, compresa la sua vice Lorenza Bondi, il capo della segreteria Gian Carlo Filippone, il portiere di Rocca Salimbeni Massimo Riccucci".

Come si legge ancora nel Secolo XIX i sopra citati "furono tra i primi a entrare nell’ufficio della vittima, o fra gli ultimi a vederlo ancora in vita, o ancora ne raccolsero inquiete confidenze nei giorni precedenti. La sequenza di nomi, completata dalla polizia giudiziaria su delega del procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e del sostituto Cristina Camaiori, includerà Antonio Degortes, imprenditore e figlio di Andrea ovvero il famosissimo fantino “Aceto”, e con ogni probabilità la vedova di Rossi, Antonella Tognazzi.

L'indagine è partita grazie ad uno speciale fornito dal famoso programma "Le Iene", che riporta l'intervista all'ex sindaco di Siena, ed ex dirigente del Monte dei Paschi, Pierluigi Piccini, sospettoso che i giudici potessero, a loro tempo, aver insabbiato le indagini sul caso David Rossi, affinché non venissero fuori situazioni scomode. Grazie al lavoro dei poliziotti, interpellati dalla Procura di Genova, si sono individuate tutte le persone che a vario titolo sono intervenute.

"Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, nel confermare l’accelerazione agli accertamenti, spiega: «Si tratta di un’attività istruttoria doverosa, per circoscrivere meglio quella che guardando la televisione è sembrata un’esternazione generica». Luca Goracci e Paolo Pirani, legali della famiglia Rossi, accolgono con favore gli aggiornamenti: «Non è ancora troppo tardi per scoprire la verità». A Genova si indagherà anche sulle minacce ricevute recentemente dal pm senese Aldo Natalini, che archiviò l’indagine sul caso Rossi" come è riportato nel Secolo XIX.

Secondo quanto riporta il Secolo XIX "nei giorni scorsi anche Goracci è stato chiamato per essere ascoltato sulla vicenda, specialmente per quanto riguarda l'identità di Antonio Muto, personaggio che in un primo tempo sembrava marginale nella vicenda. Due ipotesi: le indagini scaturite dallo scoop giornalistico di Repubblica hanno rivelato qualcosa che la procura valuta davvero molto importante oppure si vuole addossare responsabilità all’avvocato forse per aver sottovalutato le informazioni e averle taciute alla magistratura, pensando che si trattasse di un mitomane".