Fermare il rilancio dell’aeroporto di Ampugnano nell’ambito del progetto Regional Air Mobility (RAM) e aprire un confronto pubblico con il territorio, prendendo come riferimento quanto deciso in Lombardia per lo scalo di Bresso. È questa la richiesta contenuta nella lettera che il Comitato AmpugnaNO e l’Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio hanno inviato alle Commissioni Trasporti e Ambiente della Regione Toscana.
L’iniziativa arriva dopo i recenti annunci sull’avvio dei lavori di riqualificazione della pista entro il mese di settembre. Secondo Comitato e Associazione, però, Enac Servizi srl non avrebbe ancora presentato alcun progetto ufficiale né per gli interventi previsti sull’aeroporto né per il contestato impianto fotovoltaico a terra da circa 20 ettari.
Nella lettera le due realtà richiamano il caso dell’aeroporto di Bresso-Milano. Lo scorso 10 luglio, al termine di un percorso di confronto promosso dalla Regione Lombardia, l’amministratore unico di Enac Servizi ha infatti confermato che lo scalo non entrerà a far parte del progetto RAM e non sarà aperto ai voli commerciali.
Per questo il Comitato e l’Associazione chiedono alla Regione Toscana di avviare un analogo percorso partecipativo, convocando un’audizione pubblica con Enac Servizi per fare chiarezza sul futuro di Ampugnano e valutarne l’esclusione dal progetto Regional Air Mobility.
Nella missiva vengono avanzate anche tre richieste specifiche. La prima è che la Regione si impegni a non concedere contributi finanziari a Enac Servizi per il rilancio dello scalo senese.
La seconda riguarda il progetto dell’impianto fotovoltaico previsto su circa 20 ettari. Secondo le associazioni, il Piano Nazionale Aeroporti stabilisce che negli aeroporti minori gli impianti fotovoltaici debbano essere destinati esclusivamente all’autoconsumo della struttura e non alla produzione di energia da immettere nella rete elettrica.
Infine, Comitato e Associazione sollecitano la Regione a valutare l’acquisizione del demanio aeroportuale, che si estende per circa 176 ettari, riprendendo una proposta avanzata dal Comune di Sovicille già nel 2015.
L’obiettivo, spiegano i promotori dell’iniziativa, è evitare che l’aeroporto di Ampugnano venga inserito nella rete RAM e garantire che ogni decisione sul futuro dello scalo passi attraverso un confronto trasparente con le istituzioni e con il territorio, nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale e paesaggistica.