E’ stato arrestato dalla Polizia di Stato per resistenza a Pubblico Ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato, un cittadino marocchino di 33 anni, che poi è stato anche destinatario di un provvedimento di espulsione perché irregolare sul territorio nazionale.
Mercoledì scorso, 21 ottobre, alle 20 circa, alla Centrale Operativa della Questura di Siena è stata segnalata la presenza di un uomo molesto e in stato di alterazione psicofisica in via Pantaneto, nel centro storico.
Immediatamente sono intervenute sul posto le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che hanno accertato che l’uomo aveva creato disordine prima all’interno di un noto supermercato, urlando poi nei confronti dei passanti e spaventandoli.
I poliziotti lo hanno quindi portato in Questura per procedere alla sua esatta identificazione.
Arrivati in ufficio l’uomo, ancora all’interno dell’auto di servizio, ha continuato ad inveire provocando la rottura di uno dei finestrini.
Nel momento in cui gli agenti l’hanno fatto scendere, li ha aggrediti, spingendoli per sottrarsi al controllo, finché non è stato arrestato.
Il giorno successivo, il GIP del Tribunale di Siena ha convalidato l’arresto e ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Siena, vietandogli di fare ingresso senza autorizzazione del Giudice.
Al termine dell’udienza, avendo nel frattempo accertato che era destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto della provincia di Siena Valerio Massimo Romeo, al quale non aveva ottemperato, ottenuto il nulla osta dall’AG, è stato espulso con accompagnamento al Centro di Permanenza per Rimpatri di Palazzo San Gervasio, a Potenza.
Il Questore Ugo Angeloni ha inoltre emesso nei suoi confronti il le misure di prevenzione del divieto di ritorno – Foglio di via dal Comune di Siena per 4 anni e del DaCur, divieto di accesso agli esercizi e locali delle principali vie del centro storico di Siena, della durata di 3 anni.
Si rappresenta che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.