Agricoltura senese nel segno del Covid. Cia Siena: "2020 da dimenticare, conseguenze economiche per anni"

Il presidente Berni: "Per il 2021 sfruttare le risorse del Recovery Plan, migliorare le infrastrutture e dignità al settore". Bilancio di fine anno per le singole produzioni senesi

Di Redazione | 29 Dicembre 2020 alle 12:04

Agricoltura senese nel segno del Covid. Cia Siena: "2020 da dimenticare, conseguenze economiche per anni"

Annata quanto mai complicata per l’agricoltura senese. “Si chiude un 2020 ovviamente caratterizzato dalla pandemia che lascerà strascichi a livello economico per molti anni. Prima il lockdown di primavera, poi le ripetute chiusure degli ultimi mesi dell’anno” sottolinea Valentino Berni, presidente Ci Agricoltori Italiani di Siena.

Bilancio 2020 per singole colture

Agriturismo – A fare le spese delle restrizioni Covid è stato il sistema degli agriturismi senesi, che hanno subito prima il lockdown e poi le chiusure di fine anno, che potevano rappresentare una boccata d’ossigeno dopo mesi senza turisti e senza alcun tipo di fatturato. Si sono salvati solo i mesi estivi. Anche il 2021 sarà difficile e non un anno normale, i più ottimisti prevedono di arrivare al 60% rispetto al ‘normale’ 2019.

Vino – I prezzi delle uve hanno subito un ribasso medio del 20-30% ed in alcuni casi fino al 50% rispetto gli anni precedenti. Nel 2020 calo anche delle vendite in bottiglia a causa della chiusura del canale Horeca, ristorazione e turismo. Unica nota positiva è il calo delle rese che permette di non accumulare troppo vino in cantina, che avrebbe portato ad una svalutazione dei prezzi per i vini senesi di qualità.

Olio –  In quella che può essere considerata la migliore annata produttiva in termini di qualità dal 2015, con una quantità superiore del 30% rispetto al 2019, l’olio extravergine d’oliva paga la mancanza di vendita al dettaglio, vendita diretta in azienda, enoteche, turismo, sagre dedicate a questo prodotto. In difficoltà anche le cooperative del territorio.

Cereali – Trend positivo per i cereali, con un aumento dei prezzi (+20% circa) rispetto al 2019. Una crescita che fa respirare il settore che però paga ancora i dati negativi degli ultimi anni. C’è parziale ottimismo, ma anche preoccupazione per la prossima stagione.

Allevamento ovino – Inizio anno con i soliti problemi di abbassamento di prezzo e resa per il latte ovino; mentre siamo arrivati a fine 2020 con un prezzo dignitoso. Settore sempre in difficoltà.

Suinicoltura – Macellazioni ferme durante il lockdown: questo ha portato a tenere in stalla gli animali per più tempo con consistente lievitazione di costi di produzione.

Florovivaismo – Le poche aziende in provincia di Siena hanno subito lo stop delle attività di primavera, nonché l’assenza di eventi, cerimonie e chiusure locali.

Ortofrutta –  Un settore che ha sofferto meno degli altri le difficoltà del Covid, è andata bene la vendita al dettaglio e vendita diretta.

Ma cosa si aspetta dal 2021 il presidente di Cia Siena: “Intanto – sottolinea Berni – bisogna superare l’emergenza Covid, altrimenti non si riparte. E’ necessario – dice – fare in modo che i fondi del Recovery Plan vengano messi davvero a disposizione del territorio, con l’agricoltura al centro dell’attenzione. Inoltre dovranno essere risolti gli annosi problemi infrastrutturali della provincia di Siena, in primis le strade, una piaga per le aziende agricole; oltre ai progetti di irrigazione da portare avanti”. Inoltre per Berni, serve maggiore equità sociale: “Che dia la giusta dignità ed il giusto reddito agli agricoltori, coloro che si spaccano la schiena. Bisogna ripartire su chi lavora ed evitare l’abbandono delle campagne”. Senza dimenticare prosegue «l’alleggerimento della pressione degli ungulati nel nostro territorio” conclude.



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