“Vite Libera”, a Santo Spirito il primo esame da sommelier per i detenuti: il vino diventa strumento di riscatto grazie a AIS

Diplomati a Santo Spirito i primi detenuti-sommelier, Puja: “Una vera opportunità di reinserimento”

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Un esame da sommelier dentro un carcere può sembrare un’immagine insolita, eppure, tra calici, schede di degustazione e prove di assaggio, alla Casa Circondariale di Santo Spirito di Siena si è consumata una giornata dal forte valore simbolico e umano. Si è concluso infatti il primo ciclo di “Vite Libera”, il progetto di formazione enologica rivolto ai detenuti e promosso da AIS Toscana, AIS Italia e dall’amministrazione penitenziaria con l’obiettivo di trasformare la cultura del vino in uno strumento concreto di crescita personale e reinserimento sociale.

Dopo 25 lezioni e un percorso intensivo articolato sui tre livelli del corso AIS, i detenuti hanno affrontato l’esame finale per ottenere il Diploma di Sommelier AIS, un titolo riconosciuto a livello nazionale e spendibile professionalmente nel mondo del lavoro.

L’emozione, stamani, era palpabile, a raccontarlo è stato Marcello Vagini, vicepresidente di AIS Toscana e delegato AIS Siena, che ha seguito da vicino il progetto. “Oggi chiudiamo questa prima parte – ha spiegato – e la chiamo così perché probabilmente lo proporremo anche in altri istituti. È stato un percorso emotivamente molto intenso, stamattina vedere i ragazzi così emozionati è stato il momento più forte”.

Un coinvolgimento autentico, testimoniato anche da un episodio raccontato dal direttore della struttura, Graziano Pujia. La sera prima dell’esame, alcuni detenuti hanno chiesto di poter simulare la prova pratica, pur senza vino, utilizzando semplici bicchieri di plastica. Un gesto che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto questo percorso sia stato vissuto con serietà e partecipazione.

“Abbiamo fatto bingo, perché abbiamo coniugato l’utile e il dilettevole – ha detto Pujia -. Fuori dal carcere spesso il corso da sommelier si segue per passione, per un interesse personale. Qui invece abbiamo cercato di trasformarlo in una competenza concreta, capace di offrire un’opportunità lavorativa una volta terminata la pena”.

Per il direttore, il valore del progetto va ben oltre il corso appena concluso, infatti l’obiettivo adesso è renderlo strutturale: “È quello che proporrò alla mia amministrazione: replicarlo e istituzionalizzarlo in questa sede, ma anche esportarlo su scala nazionale. Siamo in un territorio ideale per questo tipo di formazione”.

Il legame con il territorio, infatti, rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: Siena e il suo comprensorio vivono di viticoltura, ospitalità ed enogastronomia. A sottolineare il valore sociale dell’iniziativa è stato anche Sandro Camilli, presidente di AIS Italia. “Il nostro statuto non parla solo di qualificazione professionale del sommelier, ma anche di attività sociali, e questo progetto rientra pienamente in quella missione. Oggi, come associazione del terzo settore, svolgere attività di questo tipo è più un dovere che una scelta”.

Camilli ha inoltre evidenziato un elemento fondamentale: ai partecipanti non verrà rilasciato un semplice attestato di frequenza, ma un vero diploma professionale. “È un diploma a tutti gli effetti, identico a quello che rilasciamo normalmente. Non volevamo un riconoscimento simbolico, ma qualcosa che potesse garantire una nuova autonomia professionale. Faremo tutto il possibile per aiutarli a entrare nel mondo del lavoro”.

“Vite Libera” lascia così un messaggio potente: la formazione può diventare uno strumento di libertà anche all’interno di un luogo di detenzione. Perché il reinserimento sociale non si costruisce soltanto scontando una pena, ma offrendo alle persone competenze, dignità e una possibilità concreta di ricominciare.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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