Al collasso l’ufficio immigrazione della questura. Sindacati contro il questore

Sindacati al questore: “Personale dell’ufficio immigrazione distolto dal lavoro per fare da autista all’arcivescovo o presenziare a partite di golf dei potenti”

Il sindacato Siulp dei lavoratori della Polizia scrive al questore lamentando il disinteresse per la difficile situazione dell’ufficio immigrazione, già portata a conoscenza da tempo e mai risolta.

“Una giornata come le altre all’Ufficio Immigrazione di Siena (foto allegate), con qualche centinaio di stranieri in attesa del loro turno, anche fuori dalla sala di attesa del Front-Office, ormai insufficiente ad ospitarli tutti.

Non sono bastati i nostri numerosi appelli, non è bastata la clamorosa evidenza sulle difficoltà quotidiane di quest’Ufficio per un cambio di rotta: Lei signor Questore, si comporta ancora come se nulla fosse continuando ad impiegare i pochi colleghi dell’immigrazione per i servizi più disparati oltre che impropri. Non ha indugiato nel trasformarli persino in autisti per il Vescovo o attenti spettatori delle partite di golf del potente di turno, arrivando anche a “chiudere” la 3 e 4 sezione. Tanto, come ha già ritenuto in passato, il problema immigrazione è soltanto una situazione di “emergenza” temporanea dovuta al periodo estivo, ridicolo tentativo per rabbonire l’opinione pubblica e le legittime lamentele dei colleghi e dei sindacati.

E’ ora di svegliarsi dai sogni fantastici!

L’Ufficio Immigrazione langue nella crisi più totale. Lei però sa benissimo che un quarto delle pratiche dell’MIPG WEB della Questura e dei Commissariati viene inserita dall’Ufficio Immigrazione, ed è soltanto la metà di quelle che dovrebbero essere “lavorate”. E’ a conoscenza delle centinaia di persone che tutti i giorni si recano presso questi uffici, tra richiedenti la protezione internazionale, permessi o chissà con quali altre richieste. Ed è stato più volte da noi informato sull’amarezza e pressione psico-fisica in cui versa il sempre più sparuto gruppo di vessati operatori.

Prima che succeda l’irreparabile, è il momento di dare un taglio a questa situazione. Denunceremo con forza, in tutte le sedi, questa insostenibile situazione. Non intendiamo più assistere silenti alla sofferenza a cui sta sottoponendo il personale dell’Ufficio Immigrazione il quale, nonostante il suo evidente disinteresse, fa di tutto per tenere con dignità – ci passi la similitudine – a galla il barcone!”.

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