Albergo sanitario, la testimonianza: “Situazione pesante, ma servizio ottimo”

"Periodo molto difficile - racconta il giovane - Però tutto lo staff dell'albergo era molto preparato e disponibile"

Quindici giorni dentro a una stanza, senza contatti col mondo esterno. E’ la situazione che in tanti da inizio pandemia hanno dovuto affrontare, una sfida molto dura dal punto di vista psicologico: nel mondo di oggi, più connessi che mai, scopriamo quanto è difficile rimanere lontani dal contatto umano, da persona a persona.

La testimonianza è di un 23enne, positivo al Covid, che ha passato il periodo di quarantena all’interno dell’albergo sanitario fuori Porta Pispini. “Dal mio punto di vista personale è stato un periodo molto difficile e pesante – confida il giovane – Però mi sono trovato molto bene, tutto lo staff dell’albergo era molto preparato e disponibile, sono sempre stati pronti per qualsiasi evenienza. Mi telefonavano al numero interno un paio di volte al giorno per sentire come stavo e se avevo qualche necessità”.

“Non mi aspettavo che fosse così pesante per me – spiega il ragazzo – ma non ritengo che ci sia stata una mancanza dal punto di vista del servizio. E’ stata una difficoltà mia nell’affrontarlo”.

Una giornata scandita dai pasti quotidiani, il tempo che scorre lento tra telefonate, tv e computer. “Per i pasti cercavano nei limiti del possibile di accontentarci sempre. Io a volte mi sono fatto portare pizza o altre cose dai miei familiari, che le lasciavano alla reception”. spiega il 23enne. “Non potevo parlare con nessuno degli altri all’interno dell’albergo, ma parlavo spesso al telefono con lo staff, anche per passare un po’ il tempo”.

Una esperienza difficile, molto pesante dal punto di vista psicologico, ma tutto sommato alleggerita dall’ottimo servizio dello staff che, come racconta il ragazzo, lo ha aiutato nel proprio percorso verso la negativizzazione, arrivata a fine mese, che gli ha restituito la libertà.