“Ci dobbiamo aspettare uno spettacolo che tocca profondamente il cuore e l’anima di tutti”. Vincenzo Bocciarelli, direttore artistico dei Teatri di Siena, presenta così Anna dei miracoli, il nuovo appuntamento di Sipario Rosso, in programma dal 6 all’8 novembre al Teatro dei Rinnovati.
Ma nelle sue parole c’è molto più della presentazione di uno spettacolo. C’è una precisa idea di teatro: un luogo in cui le storie diventano occasioni per conoscersi, in cui la cultura può aiutare a comprendere le proprie fragilità e in cui il pubblico è chiamato a lasciarsi sorprendere, anche quando sul cartellone non compaiono soltanto nomi familiari e nazionalpopolari.
Dopo un avvio di stagione che definisce “col botto”, Bocciarelli guarda avanti e invita Siena a compiere un passo ulteriore. Perché riempire un teatro è importante, ma costruire un pubblico curioso e consapevole lo è ancora di più.
«Anna dei miracoli ci riporta alle origini dell’espressione umana»
Il prossimo appuntamento è con una delle storie più intense e conosciute del Novecento. Anna dei miracoli, il celebre testo di William Gibson, racconta la vicenda realmente accaduta di Helen Keller, una bambina diventata sorda e cieca nella primissima infanzia, e di Anne Sullivan, l’insegnante che riuscì a trovare un modo per comunicare con lei.
“È uno spettacolo che ci riporta anche alle origini dell’espressione umana, corporea”, sottolinea Bocciarelli, richiamando il ruolo fondamentale della comunicazione gestuale nella vicenda.
Sul palcoscenico senese arriverà Mascia Musy, affiancata da Anna Mallamaci, Elisa Lucarelli e Tommaso Bernabeo, con l’adattamento e la regia di Emanuela Giordano. Bocciarelli parla di una compagnia di grande qualità, guidata da una regista che considera una protagonista del panorama teatrale italiano. Particolarmente attesa la presenza di Mascia Musy, alla sua prima volta a Siena. “Mascia Musy è molto felice di venire a Siena, è la sua prima volta”, racconta il direttore artistico, anticipando l’entusiasmo con cui la compagnia si prepara a incontrare il pubblico dei Rinnovati.
Una storia da Oscar, ma soprattutto una storia d’amore
La vicenda di Helen Keller è diventata celebre anche grazie al film del 1962 diretto da Arthur Penn, candidato a cinque premi Oscar e vincitore di due statuette, assegnate ad Anne Bancroft e Patty Duke. Ma prima del cinema c’era il teatro. E proprio sul palcoscenico questa storia continua a trovare una forza particolare. Helen vive isolata in un mondo che la sua famiglia non riesce a comprendere. Il padre vorrebbe affidarla a un istituto, la madre cerca disperatamente un’alternativa. Poi arriva Anna, un’insegnante determinata a superare quella barriera di incomunicabilità.
La loro relazione è fatta di scontri, resistenze, rabbia e piccoli progressi. Fino alla conquista di un linguaggio comune. Per Mascia Musy, interprete di Anna, il progetto rappresenta la realizzazione di un desiderio coltivato a lungo. “A distanza di tanti anni, il mio sogno d’interpretare lo splendido personaggio di Anna si avvera”, scrive l’attrice nelle sue note di presentazione. E soprattutto spiega perché questa storia le sia così cara: “La ragione per cui ho tanto a cuore questo progetto, è che questa è la storia di un amore grandissimo, forse il più grande”. Non l’amore romantico, ma quello di chi sceglie di prendersi cura di un’altra persona, senza legami di sangue e senza aspettarsi nulla in cambio. Una riflessione che dà alla vicenda una dimensione universale e profondamente contemporanea.
Emanuela Giordano: “Una famiglia difficile come ce ne sono tante”
A firmare l’adattamento e la regia è Emanuela Giordano, che ha scelto di eliminare ogni elemento superfluo per concentrarsi sui rapporti tra i quattro protagonisti. Una versione essenziale, approvata dagli eredi di William Gibson, nella quale non c’è spazio per facili sentimentalismi. “Ho immaginato una famiglia difficile come ce ne sono tante e una casa da cui madre e figlia non escono mai, quasi recluse, per vergogna, per mancanza di autonomia”, racconta la regista.
Il padre è un uomo imprigionato nel proprio ruolo, la madre combatte per la figlia senza sapere sempre come aiutarla, Helen cerca disperatamente un modo per esprimersi. Anna arriva a sconvolgere un equilibrio familiare già fragile. La scenografia diventa così parte integrante del racconto. “La scena è evocazione di spazi che si aprono e si chiudono, isole di luce, sospese in un racconto musicale che ci suggerisce quello che le parole non ci possono dire”, spiega Giordano. Una scelta artistica che rende ancora più evidente il significato dello spettacolo: non è soltanto Helen a dover imparare a comunicare. Sono anche gli altri a dover imparare ad ascoltare.
Il progetto è sostenuto dalla Lega del Filo d’Oro, impegnata da decenni al fianco delle persone sordocieche e delle loro famiglie.
Sabato 7 novembre alle 18.30, nel foyer del Teatro dei Rinnovati, è previsto un incontro con il pubblico con la partecipazione di Nicoletta Marconi, psicologa e direttrice del settore adulti e servizi territoriali della Lega del Filo d’Oro.
Bocciarelli: “Abbiamo fatto un inizio col botto”
L’arrivo di Anna dei miracoli offre anche l’occasione per tracciare un primo bilancio della stagione di Sipario Rosso. Dopo Bella la Bestia, presentato in prima nazionale, e Prima del temporale con Umberto Orsini, il direttore artistico non nasconde la soddisfazione. “Il bilancio è ottimo – afferma Bocciarelli -. Abbiamo fatto un inizio col botto”.
Una partenza importante, accompagnata da riscontri positivi, ma che lascia spazio anche a qualche riflessione. In particolare, Bocciarelli si sofferma su Prima del temporale, lo spettacolo diretto da Massimo Popolizio e interpretato da Umberto Orsini, accolto a Siena con una standing ovation. “Mi sarei aspettato un po’ di partecipazione in più”, ammette, ricordando che l’allestimento ha registrato il tutto esaurito in alcuni dei principali teatri italiani, dal Piccolo di Milano al Teatro Argentina di Roma.
“Voglio portare Siena al livello delle capitali della cultura”
“Io sto cercando in tutti i modi di portare Siena e il pubblico senese al livello delle protagoniste cittadine delle capitali della cultura”, spiega Bocciarelli. La sua ambizione non è soltanto quella di proporre grandi spettacoli, ma di costruire un rapporto di fiducia tra la direzione artistica e gli spettatori. Un rapporto che permetta al pubblico di scegliere anche ciò che non conosce, di avvicinarsi a linguaggi nuovi, di scoprire interpreti meno popolari ma altrettanto capaci di emozionare.
“L’invito che voglio fare al pubblico è anche quello di fidarsi, affidarsi, anche a quelli che sono titoli o allestimenti o attori anche talvolta meno nazionalpopolari”. Perché, secondo Bocciarelli, ogni spettacolo possiede una propria ragione d’essere all’interno del cartellone. “Dietro ogni spettacolo c’è un doppio significato, un filo rosso che conduce lo spettatore”. Un filo che attraversa la stagione e che si lega al simbolo del fuoco, scelto per rappresentare un’arte capace di illuminare anche gli angoli meno esplorati della nostra interiorità.
“Prima del temporale è stata una sorta di terapia di gruppo”
È proprio quando parla del significato più profondo del teatro che Bocciarelli lascia emergere la parte più personale della propria visione artistica. Ripensando allo spettacolo con Umberto Orsini, utilizza un’espressione particolarmente significativa. “Prima del temporale è stata una sorta di terapia di gruppo”. Il racconto autobiografico dell’attore è diventato, secondo il direttore artistico, un’occasione per gli spettatori di riflettere sulle proprie vite. Il teatro come uno specchio, dunque. A volte scomodo, altre volte consolatorio, ma capace di restituire qualcosa di noi stessi.
Bocciarelli parla della capacità del palcoscenico di aiutarci a esplorare e riordinare gli spazi più profondi dell’inconscio. “Io credo molto nell’aspetto terapeutico e così salvifico e di grande supporto sia spirituale e psicologico che la funzione proprio del teatro e della cultura in genere”. Una dichiarazione che racconta bene la filosofia della sua direzione artistica. Il teatro non soltanto come intrattenimento, ma come esperienza che lascia qualcosa anche dopo che il sipario si è chiuso.
Da Anna dei miracoli a Sipario Blu: il teatro che vuole sorprendere Siena
La programmazione proseguirà il 10 novembre con il debutto di Sipario Blu e L’illusione coniugale, un nuovo capitolo della stagione dei Teatri di Siena. Ma prima c’è Anna dei miracoli, una storia che sembra racchiudere molti dei temi cari a Bocciarelli: la capacità di superare le apparenze, il coraggio di confrontarsi con ciò che non conosciamo, la necessità di costruire un linguaggio comune. Helen Keller e Anne Sullivan ci ricordano che non sempre comprendere l’altro è facile. Che a volte servono pazienza, fatica, ostinazione. E soprattutto la disponibilità a cambiare il proprio punto di vista. È forse proprio questa la sfida che Bocciarelli lancia anche al pubblico senese: entrare in teatro senza pretendere di sapere già che cosa troverà.