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Benvenuti all’ Autodromo di Via Lauretana

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La Via Lauretana (da Arbia Scalo ad Asciano) racchiude nei suoi venti chilometri una collezione infinita di immagini delle Crete Senesi che difficilmente troverebbero spazio in una esposizione di fotogrammi. Questo perchè tali immagini sono davvero “infinite” come numero, dal momento che variano di minuto in minuto e due foto, scattate a distanza di pochi metri l’una dall’altra, non potranno mai risultare uguali.

E’ chiaro che il lettore, dopo una premessa del genere, è portato a chiedersi “e allora ? che cosa c’è che non va ?”. C’è che questi venti chilometri, che da anni e sempre più frequentemente, finiscono nelle pellicole di film o di spot pubblicitari, costituiscono un serio pericolo sia per chi le percorre motorizzato o “ciclizzato”, rispettando le limitazioni di velocità e desideroso solo di ammirarne al meglio le bellezze, sia ancor più per chi decide di affrontarle a piedi. I già citati venti chilomentri, nel loro dipanarsi in mezzo a immagini che fanno ogni giorno di più il giro del mondo, hanno il “difetto” (ahiahiahi, madre natura che ce ne dai sempre una cotta e una cruda !) di essere composti da una miriade di discese ardite e di risalite, nemmeno si chiamassero Via Mogol, nonchè di curve, controcurve e tornanti, intervallati da brevi o meno brevi rettilinei che fanno la gioia dei virtuosi, si fa per dire, della velocità. Lo scrivente, che abita da quelle parti, vi può garantire che la Lauretana è purtroppo diventata un moto/autodromo aperto al traffico, con moto e auto che gareggiano continuamente nel Gran Premio di Formula Crete.

Il disgustato scrivente ha anche provato ad esprimere le sue preoccupazioni al Sindaco di Asciano, il quale, giustamente, ha risposto che le competenze di un comune riguardano solo i centri abitati, Arbia Scalo, per esempio, località dove, effettivamente, sono stati approntati alcuni dossi nel tentativo di calmare bollenti spiriti di guidatori e ruggenti motori.

E appena fuori dei centri abitati ? Ovvio, la competenza va alle Province, sì, quelle che erano state abolite, ma che esistono ancora, quelle che non ci sono più, ma hanno migliaia di dipendenti, che non si sa bene cosa facciano perchè l’organismo fantasma non ha più un euro. Così si dice. Conclusione: nell’impossibilità di installare lungo il Moto/Autodromo della Lauretana autovelox o dossi tali da sconsigliare i molti, troppi, Rossi e Vettel in versione amatoriale, siamo qui ad aspettare qualche grosso incidente, qualche morto, con annessi comunicati di sdegno “per una situazione che non è stata affrontata a tempo e seriamente” e di cordoglio per le vittime e i loro famigliari “ai quali siamo vicini nel loro dolore, certi che la verità verrà fuori e i colpevoli siano adeguatamente puniti”.