Brexit, preoccupazione tra i tanti senesi che lavorano in Inghilterra

Sono tanti i senesi che lavorano in Inghilterra: gli inglesi non li vogliono più

Il Brexit è stato una doccia fredda per l’Europa, ma a preoccuparsi sono anche i tantissimi senesi che vivono e lavorano in Inghilterra. “Avevamo sentore che accadesse questo – spiegano – perchè i toni politici si erano molto alzati nell’ultimo periodo. In realtà è stato un voto contro Cameron, un po’ come il prossimo referendum costituzionale vorrebbe essere un voto contro Renzi, ma è comunque vero che da tempo è in atto in Inghilterra una campagna contro l’immigrazione di italiani, romeni e polacchi”.

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I senesi che lavorano a Londra e in altre grandi città inglesi sono tutti impiegati in professioni e attività molto qualificate. Si va dai docenti universitari e dai manager di grandi multinazionali a chef, insegnanti, medici e infermieri. Chi va solo per fare il cameriere di solito non va oltre una, due stagioni, quanto basta per imparare bene la lingua, e poi torna in Italia.

Quella che da noi viene definita “fuga di cervelli”, in Inghilterra è comunque considerata invasione.

Adesso i senesi sono preoccupati, al pari degli altri 600mila italiani che vivono in Gran Bretagna.

“Sappiamo che non cambierà tutto immediatamente, ma la perdita di valore della sterlina, la necessità di verificare una lunga serie di problematiche burocratiche (dalla carta verde delle auto al valore dei titoli di studio ad esempio) ci fa stare in apprensione. E non è escluso che possano essere messi a rischio anche i contratti di lavoro a tempo indeterminato con meno di cinque anni di anzianità, il periodo in cui si può richiedere la doppia cittadinanza”.

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