Calcio, l'ex Andrea Giusti: "Tornare al Franchi sarà speciale, sfida aperta col Siena"

Andrea Giusti, portiere dell’Aquila Montevarchi ed ex bianconero, torna domenica al Franchi da ex

Di Redazione | 17 Aprile 2026 alle 16:30

Andrea Giusti, portiere dell’Aquila Montevarchi ed ex bianconero, ospite di Buongiorno Siena,  si prepara a una domenica dal sapore particolare: la sfida al Siena nello stadio dove ha vissuto emozioni importanti. Una partita che arriva nel momento migliore dei valdarnesi, forti di una lunga serie positiva e di una classifica ormai rassicurante.

Il ritorno al Franchi

“L’ho aspettata un annetto. Non vedevo l’ora di tornare al Franchi: sarà una gara speciale, una bella giornata e una partita aperta.”

Giusti sottolinea lo stato di forma di entrambe: Siena in crescita e Montevarchi reduce da undici risultati utili consecutivi. Fiducia, ma piedi per terra.

La scintilla dell’andata

La vittoria di misura al Brilli Peri ha cambiato la stagione del Montevarchi: da allora, racconta, su 18 partite è arrivata una sola sconfitta, contro il Grosseto.

“Con il Siena all’andata eravamo nel momento più duro. Quel successo sofferto ci ha dato la spinta: abbiamo chiuso benissimo il girone e nel ritorno abbiamo fatto una grande cavalcata. La classifica oggi è tranquilla, anche se la matematica ancora non parla chiaro.”

Un campionato segnato dal Grosseto, ma il Siena è ripartito

Il giudizio sul torneo è netto: il Grosseto, per come era stato costruito, partiva avanti. Ma Giusti riconosce anche il rilancio del Siena nell’ultimo terzo di stagione, con il cambio in panchina.

“Non dico che il verdetto fosse scontato, perché vincere non è mai facile, ma il Grosseto era avvantaggiato. L’unica squadra che, guardando i risultati di adesso, poteva dargli noia è il Siena: con il nuovo allenatore ha fatto cose straordinarie. Peccato per la partenza a strappi, dopo un buon avvio si erano un po’ persi.”

Stima per il tecnico subentrato Gil Voria e un passato che punge

Giusti parla con affetto del mister bianconero arrivato in corsa, Gil Voria: rapporto diretto, messaggi nelle ultime settimane e voglia di rivedersi in campo con un abbraccio sincero.

“Lo stimo tantissimo, è una persona vera e di cuore. Non vedo l’ora di salutarlo domenica.”

Alla domanda se con lui in panchina fin da luglio sarebbe rimasto a Siena, il portiere sceglie l’equilibrio.

“Non lo so: nel calcio ci sono tante varianti. Le scelte vanno accettate. Ho provato fastidio solo per come sono avvenute: erano state dette certe cose e poi ne sono state fatte altre. Oggi sono a Montevarchi e penso a finire bene la stagione. Per il futuro, mai dire mai.”

Tra i tifosi: ieri a Siena, oggi a Montevarchi

In settimana Giusti è tornato in città per la serata dei Fedelissimi, tra sorrisi e abbracci. Un legame che resiste.

“È stato bellissimo, ci siamo divertiti tantissimo. Fa piacere sentire tanto affetto. Ma adesso i miei tifosi sono quelli del Montevarchi e sono contentissimo di essere qui.”

La cavalcata in Eccellenza che non si scorda

Restano vivide le pagine dell’anno con il Siena di mister Magrini: un gruppo nato in fretta, diventato squadra subito.

“All’inizio mancava tanto, ci siamo ritrovati il lunedì e la domenica eravamo già in campo. È stato un percorso straordinario: oltre a ottimi calciatori, c’erano grandi persone e uomini veri. Quello è stato il segreto.”

Portieri e costruzione dal basso

Sulle mode tattiche, Giusti va controcorrente: sì alla qualità, ma senza esagerare coi rischi nei pressi della propria porta.

“Dipende dalle richieste dell’allenatore, noi ci adattiamo. Ma in queste categorie dietro servono meno rischi e bisogna lasciare giocare quelli davanti: le partite si decidono negli ultimi 30 metri, non nei primi 30 di porta. Il portiere deve fare il suo: parare, gestire l’area e la difesa.”

La chiusura

“Le partite si decidono negli ultimi 30 metri, non nei primi 30 di porta.”



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