Caldo record, Coldiretti Siena lancia l'allarme: "Preoccupati per vendemmia e raccolta delle olive"

Alte temperature e stress idrico potrebbero mettere a repentaglio due prodotti simbolo del territorio

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Il caldo eccezionale e la prolungata assenza di precipitazioni preoccupano il mondo agricolo senese. A lanciare l’allarme è Coldiretti Siena, che guarda con attenzione alle prossime settimane, decisive per la maturazione delle uve e delle olive, due delle produzioni simbolo del territorio.
Le temperature ben al di sopra della media stagionale e lo stress idrico stanno mettendo sotto pressione i vigneti e gli oliveti, soprattutto nelle aree più esposte e nei terreni meno dotati di riserve idriche. Se la situazione dovesse protrarsi, spiegano dall’organizzazione agricola, potrebbero registrarsi cali produttivi e ripercussioni sulla qualità delle produzioni, con effetti sulla vendemmia e sulla campagna olearia.
Particolare attenzione è rivolta ai vigneti, dove il caldo intenso può accelerare la maturazione dell’uva, alterando il naturale equilibrio tra zuccheri e acidità e anticipando i tempi della vendemmia. Negli oliveti, invece, le elevate temperature e la mancanza d’acqua possono provocare cascola dei frutti, riduzione della pezzatura delle olive e una diminuzione delle rese in olio.
“I cereali sono già stati raccolti e quindi non ci saranno problemi ma abbiamo un po di preoccupazioni per le olive perché, in un anno come questo in cui sembrano esserci buone produzioni, è chiaro che stress termici e stress idrici di questo genere possono provocare la cosiddetta cascola quindi la morte e la caduta del frutto – sottolinea il direttore di Coldiretti Siena Simone Solfanelli -. Siamo preoccupati un po’ anche per i vigneti perché hanno necessità di acqua. Un po’ di animo in sospeso ce l’abbiamo su questi temi. I cambiamenti climatici sono ormai la normalità e noi dobbiamo farci i conti, dobbiamo anche pensare ai immagazzinare acqua per i periodi in cui l’acqua non c’è. Stiamo vedendo sempre più temporali importanti concentrati in un arco di tempo molto breve, ecco quell’acqua noi la perdiamo tutta. Per questo stiamo pensando anche a una rete di piccoli invasi e la Regione Toscana ha fatto anche un finanziamento ad hoc. L’agricoltura sta iniziando a trasformarsi. D’altronde agricoltura è sempre stata trasformazione, innovazione nel solco della tradizione”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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