Trasformare gli scarti dell’agricoltura e della zootecnia in una risorsa per l’ambiente, per le aziende agricole e per i consumatori finali. È questo l’obiettivo di “Pope Bio”, il progetto presentato a Siena e finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale nell’ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale della Regione Toscana.
Coordinato dall’Università di Siena, il progetto coinvolge imprese agricole, Coldiretti Siena e soggetti della formazione e della consulenza per sperimentare nuovi ammendanti organici ottenuti dal recupero di sanse, ceneri di combustione e letami bovini e ovini.
L’obiettivo è migliorare la fertilità dei terreni, ridurre gli sprechi e promuovere un modello di agricoltura sempre più biologica e circolare, trasformando sottoprodotti che oggi rappresentano un costo di gestione in nuove risorse per il suolo.
Il progetto avrà una durata di ventiquattro mesi e prevede attività di ricerca, sperimentazione in campo e trasferimento delle innovazioni alle aziende agricole del territorio.
Il kick-off meeting, ospitato nella sede di Coldiretti Siena, è stato l’occasione per presentare il partenariato e il programma di lavoro, con gli interventi, tra gli altri, del direttore di Coldiretti Siena Simone Solfanelli e della professoressa Letizia Marsili dell’Università di Siena.
“Tutti questi sottoprodotti che normalmente non vengono utilizzati – ha sottolineato Solfanelli – vengono resi pellet a disposizione degli agricoltori come forma di concimazione organica, pratica e trasportabile facilmente. In una maniera così molto più fruibile e utilizzabile”.
“Quello che noi vogliamo ottenere è un suolo migliore senza nessun impatto sulla fauna del suolo e con un miglioramento delle colture – ha detto la professoressa Marsili -. Il tutto a vantaggio della salute dell’ambiente e dell’uomo”
Un’iniziativa che punta a coniugare innovazione, sostenibilità ed economia circolare, offrendo nuove opportunità alle filiere agricole toscane e contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse naturali.
“Siamo proprio all’interno dell’economia circolare che hanno inventato i contadini; niente di nuovo, quindi ha sottolineato Rosanna Zari (Rete Toscana di Consulenza Aziendale). Noi partiamo dall’utilizzazione di questi scarti per aumentare la fertilità del terreno, sia biologica che chimica”.
