Campostaggia: riabilitazione potenziata per i pazienti negativizzati Covid della terapia intensiva

E' partito ProFiLT, progetto sperimentale d’intervento fisioterapico/logopedico per i pazienti della Terapia Intensiva, provenienti dal policlinico Santa Maria alle Scotte

Di Redazione | 1 Dicembre 2020 alle 11:08

Campostaggia: riabilitazione potenziata per i pazienti negativizzati Covid della terapia intensiva

Poggibonsi, è partito all’ospedale di Campostaggia il progetto Profilo – Progetto sperimentale d’intervento fisioterapico/logopedico per i pazienti della Terapia Intensiva, provenienti dal policlinico Santa Maria alle Scotte.

Il progetto nasce dalla volontà condivisa della direzione di presidio, del dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie e di quello di Emergenza Urgenza, concretizzato dalla collaborazione tra la Rianimazione, diretta dalla dottoressa Federica Marini e l’Unità Operativa Professionale Riabilitazione Funzionale, diretta dal dottor Santi Centorrino, alla luce dell’emergenza sanitaria che ha richiesto un potenziamento della collaborazione tra ospedali del territorio per la continuità assistenziale dei pazienti dimessi dalle bolle Covid.
ProFiLT si rivolge proprio ai pazienti negativizzati, mettendo a loro disposizione un contributo differenziato alla cura da parte dei fisioterapisti e dei logopedisti durante la degenza nella Terapia Intensiva. In via sperimentale, infatti, gli operatori della riabilitazione hanno frazionato l’intervento quotidiano in Terapia Intensiva in due accessi per una più efficace presa in carico globale e un incremento del livello di cura e assistenza, allo scopo di ridurre i tempi di degenza e di dimissione.

I soggetti interessati saranno pazienti negativizzati Covid-19 collaboranti, trasferiti a Campostaggia dopo la degenza in area Covid del policlinico Senese, con condizioni cliniche tali da tollerare l’impegno cardio-respiratorio conseguente agli interventi professionali.
In particolare, l’azione fisioterapica e logopedica sarà finalizzata a favorire la riduzione e/o prevenzione delle complicanze attraverso una corretta e precoce mobilizzazione articolare e posturale per favorire il passaggio alla postura seduta, adeguate stimolazioni orali per la ripresa fonatoria e deglutitoria, potenzialmente ridotte a causa della prolungata intubazione. In un briefing quotidiano, tra medici, infermieri e operatori della Riabilitazione saranno definiti la selezione dei pazienti, la pianificazione degli interventi e la tempistica per ogni singolo degente sulla base delle condizioni cliniche dello stesso. I progressi raggiunti saranno monitorati con idonei strumenti di valutazione per avere sempre ben presente l’evoluzione del quadro di salute dall’inizio alla fine della presa in carico.
In linea con le evidenze scientifiche disponibili, le metodiche già sperimentate nell’area Covid dell’ospedale San Donato di Arezzo, dove il loro utilizzo sistematico ha evidenziato il positivo contributo dei professionisti della Riabilitazione nella fase acuta della malattia, saranno utili nella fase post ricovero come garanzia di continuità assistenziale e per arricchire le conoscenze sugli esiti della Sars Cov2.



Articoli correlati