Canestri scritti, quando il basket è cultura. Sport e letteratura si fondono al Liceo Galilei

Al centro dell’incontro con gli studenti il libro del professore e scrittore Andrea Sguerri

Di Cristian Lamorte | 29 Maggio 2026 alle 17:00

Tra parquet e pagine, tra canestri allo scadere e grandi classici della letteratura. È da questo incontro originale che nasce un libro capace di unire due mondi solo apparentemente lontani: il basket e la narrativa.
Campioni leggendari e squadre iconiche dialogano con eroi letterari e personaggi immortali, in un racconto che trasforma ogni azione sul campo in metafora e ogni pagina in una nuova sfida da vivere. Il risultato è un viaggio dinamico e appassionato, che racconta lo sport non soltanto come competizione, ma anche come linguaggio culturale, esperienza umana e occasione di crescita. E’ “Basket è cultura”, il libro scritto da Andrea Sguerri che è stato presentato di fronte ad una platea di studenti del liceo scientifico Galilei indirizzo sportivo
Più di un saggio, un invito a guardare oltre. Perché, in fondo, che si tratti di un romanzo o di una partita, il vero obiettivo resta sempre lo stesso: lasciare il segno. Come il segno nato anche grazie a SienaTv e che punta ad arrivare ai più giovani.
“Il libro è venuto fuori poco grazie a SienaTv perché, in un momento in cui c’era la possibilità di creare una piccola rubrica, io proposi questa di unire le mie due grandi passioni cioè la pallacanestro e la letteratura – rivela il professore e autore Andrea Sguerri -. E poi da cosa nasce cosa quindi piano piano è diventato un progetto più ampio, è stato proposto agli amici di pallacanestro, e ora è diventato realtà. Magari lo proporremo come suggerimento di lettura estiva per i ragazzi ma abbiamo parlato di quello che è la cosa fondamentale: il connubio tra la conoscenza e l’attività fisica, entrambe portatrici di grandi valori. Particolarmente interessante il fatto che i ragazzi riconoscano nell’esperienza di grandi sportivi o di grandi autori della letteratura italiana o internazionale anche dei suggerimenti per la loro vita quotidiana. Ed è esattamente quello che lo sport deve fare, come la letteratura o la cultura in genere, cioè veicolare valori che siano utili al singolo individuo”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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