Una maglia come seconda pelle: Edoardo Pannini guiderà la Mens Sana anche in Serie B nazionale

Dal minibasket al sogno nazionale, la storia infinita del capitano biancoverde che si conferma per l'ottava stagione consecutiva: "Spiegherò ai nuovi cosa significa questo club"

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Dal minibasket alla Serie B Nazionale, sempre con gli stessi colori. Edoardo Pannini sarà ancora il capitano della Mens Sana Basketball: la società ha annunciato la sua conferma nel roster per la stagione 2026-2027.

La sua è una storia iniziata da bambino e proseguita interamente in biancoverde. Il minibasket, il settore giovanile, la prima squadra e il ruolo di capitano: per Pannini la Mens Sana è sempre stata l’unica squadra. Un legame cresciuto insieme a lui e diventato ancora più forte negli ultimi sette anni, quelli della risalita cominciata dalla Promozione.

Categoria dopo categoria, Pannini ha accompagnato la Mens Sana fino alla serata di Sora. È stato lui ad alzare la coppa che ha sancito il ritorno del club in Serie B Nazionale, al termine di una stagione lunga e difficile. Un momento che il capitano ha definito il più bello dell’anno, soprattutto per tutto ciò che ha rappresentato dopo le fatiche della ripartenza.

Quella 2026-2027 sarà la sua ottava stagione consecutiva da capitano della prima squadra. Conciliare il nuovo impegno sportivo con il lavoro ha richiesto una riflessione e un accordo con la società e coach Vecchi, ma la volontà di proseguire insieme ha prevalso.

Pannini sarà un riferimento sul parquet e nello spogliatoio, soprattutto per spiegare ai nuovi arrivati cosa significa indossare la maglia biancoverde. L’ultima volta al PalaEstra ha tagliato la retina per festeggiare la promozione. Adesso ci entrerà ancora da capitano, per affrontare con la Mens Sana il campionato più importante della sua carriera.

“Ci tengo prima di tutto a ringraziare Riccardo (Caliani, ndr) e coach Vecchi per la fiducia e soprattutto perché mi hanno permesso di trovare un compromesso per conciliare il lavoro con il basket. Poi, sull’emozione di continuare a vestire questa maglia, lo sapete tutti: per me è come una seconda pelle. Non vedevo l’ora di poter continuare un altro anno con questa maglia”, esordisce Pannini.

Si è appena conclusa la stagione. E’ stato bello alzare la Coppa che aspettavi da sette anni. Che stagione è stata?
“È stata una stagione molto intensa, molto difficile e lunghissima, nettamente la più lunga della mia carriera. Giocare fino al 20 giugno non mi era mai capitato. È stata una stagione in cui, piano piano, abbiamo preso sempre più consapevolezza del nostro valore e del nostro potenziale. Eravamo partiti con l’obiettivo di raggiungere i playoff, però dopo un paio di mesi avevamo già capito che potevamo ambire a qualcosa di più importante, fino ad arrivare all’obiettivo di alzare il trofeo. Ci siamo riusciti: è stato qualcosa di incredibile, un ricordo che rimarrà impresso nella vita di tutti noi e di tutti i nostri tifosi”.
Quale è stato il momento più bello della stagione?
“Sarebbe facile dirti l’ultimo giorno, ma è anche la risposta più sincera. Ci sono stati tanti momenti belli, però per tutto quello che ha significato, dopo le fatiche di questi anni e dalla ripartenza dalla Promozione, il momento in cui ho alzato la Coppa è stato nettamente il più bello dell’anno”.
Coach Vecchi, parlando di te, ha detto che saprai ritagliarti il tuo spazio, perchè sei un ragazzo intelligente, il capitano perfetto, un punto di riferimento per questa squadra. Che effetto ti fa?
“È una bella soddisfazione. Il prossimo anno sarà molto difficile e impegnativo. Si tratta di un campionato che, onestamente, non avrei mai pensato di poter disputare. Cercherò di rendermi utile in qualsiasi modo, sia durante gli allenamenti sia, come ha detto il coach, facendo capire subito ai nuovi arrivati cosa significa vestire questa maglia. Darò una mano nei minuti che mi verranno concessi. Come sempre, il mio obiettivo è dare il cento per cento per la squadra”.
Sarà una stagione completamente diversa, probabilmente la più emozionante. Ci saranno trasferte lunghe, alberghi, palazzetti importanti e atmosfere diverse. Come te la aspetti?
“Sarà assolutamente un’annata entusiasmante. Guardando le squadre presenti in questo campionato, anche se ancora non conosciamo i gironi, la maggior parte ha un grande seguito di pubblico e ha disputato in passato categorie superiori. Sarà molto bello giocare in trasferta davanti a tanta gente e in palazzetti importanti. Per me, che ho sempre giocato in categorie inferiori, la novità sarà proprio quella di disputare ogni domenica partite in impianti di alto livello. Sarà un’annata davvero affascinante”.
Coach Vecchi ha detto che bisognerà affrontare queste partite con l’entusiasmo di essere la Mens Sana, ma anche con il rispetto di andare a giocare in piazze dove c’è gente che questa categoria la conosce bene e con giocatori di grande esperienza.
“Sì, ma come è stato il nostro mantra anche nella stagione passata. Abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per tutti i nostri avversari, però siamo sempre scesi in campo con la voglia di far valere questi colori e il nome della Mens Sana in tutta Italia”.
L’ultima volta che sei entrato al palazzetto hai tagliato la retina. La prossima volta ci entrerai da capitano in serie B Nazionale. Arriveranno altri compagni, anche di grande esperienza. Cosa ti senti di dire loro?
“A livello tecnico non mi sento di insegnare niente a nessuno. Però credo che il messaggio più importante sia questo: in questo ambiente viene apprezzato molto di più un giocatore che si butta su ogni pallone e dà il cento per cento ogni volta che entra in campo, piuttosto che uno che magari segna trenta punti a partita. Penso che la grinta e l’atteggiamento siano il primo messaggio da trasmettere ai nuovi ragazzi. Sono sicuro che non sarà difficile”.

Un saluto ad Andrea Belli, il tuo fratello in campo, e un messaggio da capitano ai tifosi che si vogliono avvicinare a questa squadra.
“Per quanto riguarda Andrea, come per tutti i compagni di questa stagione, quando si fa un salto di categoria il momento più difficile è quello dei saluti. Lui, venendo da Castelfiorentino, era davvero impossibilitato a continuare per motivi di lavoro. Io invece, lavorando qui, riesco a conciliare tutto. Non giocheremo più insieme, ma il nostro rapporto continuerà come è sempre stato, anche negli anni in cui lui era tornato a Castelfiorentino. Per quanto riguarda i nuovi tifosi, con tutto l’entusiasmo che si è creato l’anno scorso e nelle stagioni precedenti, venire al palazzetto la domenica deve essere un momento di gioia. Non c’è modo migliore di passare una domenica che venire a vedere la nostra squadra e sostenerla al palazzetto”.



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